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L’irresistibile ascesa di Silicon London

Londra detiene ormai molti primati, ma mai e poi mai si sarebbe potuto immaginare che, nell’arco di dieci anni, la capitale britannica avesse potuto affermarsi come uno dei grandi poli mondiali dell’alta tecnologia. Tanto da poter competere con la leggendaria Silicon Valley americana. Nata e cresciuta a Shoreditch, il quartiere ai margini della City che parte dal famoso Silicon Roundabout, in cima a Old Street, l’industria digitale è ormai tracimata dall’alveo naturale e si sta espandendo a macchia d’olio in molte altre aree della città. La crescita ha avuto una progressione geometrica: nel 2010 attorno al Silicon Roundabout esistevano solo 85 start-up. L’anno successivo erano salite a 200 per poi moltiplicarsi a 5mila nel 2012 e superare oggi la soglia delle 35mila, dando lavoro a oltre 200mila persone.

I pionieri iniziali hanno costituito peraltro l’humus vitale che ha attirato nel volgere di pochi anni grandi gruppi come Cisco, Intel, Vodafone, Yahoo, Yammer, Facebook, Airbnb, per citarne alcuni. I quartieri in cui nuove società hanno attecchito  al di fuori della nuova area iniziale sono Soho, dove esiste già un’importante industria legata a media, film e video, King’s Cross, dove a Nord della stazione è nato un quartiere ultramoderno che ha preso il nome di Knowledge Quarter con 35 aziende legate al mondo dei media e della cultura, White City, dove l’Imperial College sta creando un nuovo centro che sosterrà la nascita di laboratori scientifici. L’area del parco olimpico sta a propria volta crescendo in settori come il design e la tecnologia manifatturiera. Infine, se il baricentro principale si situa ancora a Est di Londra, un’area che sta iniziando ad attrarre investitori è il sobborgo di Croydon, a Sud della città, dove la crescita delle società del settore è stata del 50% negli ultimi 4 anni, concentrata nel campo di software e videogiochi. Croydon è particolarmente attraente dato che ha costi  immobiliari assai più bassi delle zone rivali: 40% meno dell’East End e 80% in meno di Soho e West End.. Attualmente la cittadina ha creato un distretto con ben 1500 aziende operanti nel settore.

Come mai tanto sviluppo? A ben guardare e col senno di poi, il fenomeno che si sta verificando era prevedibile. Londra ha tutto quello che serve al settore dell’alta tecnologia e del mondo digitale. Ha infatti università di prim’ordine che giocano un ruolo di sostegno allo sviluppo di un mondo ad alto contenuto intellettuale. Oltre al citato Imperial College, vanno ricordate University College, Loughborough, City University e London Metropolitan. La città permette inoltre facile accesso al venture capital, facilita la crescita ad aziende digitali che operano nei media, pubblicità, finanza e marketing. Molte altre città europee hanno distretti tecnologici come Parigi, Dublino e Barcellona, ma Londra, grazie alla sua posizione centrale a cavallo di Usa ed Europa è il primo porto d’approdo per i grandi gruppi americani.

Infine, perché negarlo? Londra per quanto cara, ha ancora quartieri a buon mercato da sviluppare come era dieci anni fa il Silicon Roundabout e, sopra ogni cosa, è una città godibile in cui è piacevole vivere. Jimmy Wales, americano, fondatore di Wikipedia e londinese di adozione, lo ha detto chiaro giorni fa all’inaugurazione della London Technology Week : Londra è una vera città globale dove ci sono tutti gli ingredienti umani necessari alla creatività. Wales pensa peraltro che la capitale non deve avere alcun senso d’inferiorità rispetto alla Silicon Valley americana: “posso dirvi – ha affermato – che Silicon Valley non è poi così eccezionale come si pensa. Londra ha il vantaggio incredibile di avere non solo una grande base tecnologica, ma quello di attrarre gente che vuole venire a viverci. Nessuno vuole andare a vivere a Silicon Valley, è un posto orribile e io sono molto contento di vivere qui a Londra”. Conclusione: Londra ha ormai un futuro tecnologico garantito.