Una stentata ripresa “part time”

Tragica sorpresa dalla Gran Bretagna, che augura male al resto dell'Europa: dei 200mila posti di lavoro creati dall'uscita dalla recessione, ossia dalla fine del 2009, soltanto 6mila sono posti fissi. In altre parole, il 97% dei nuovi posti di lavoro generati sono tutti part time. La ferale notizia è stata data dal NIESR (National Institute of Economic and Social Research), uno dei più seri think-tank economici del Paese. Dunque è tristemente attendibile. Questa totale precarietà ci mette di fronte a un nuovo modello economico, un territorio inesplorato o, se vogliamo, uno schema che pareva per sempre relegato alle condizioni del mercato del lavoro di un secolo fa.

La ripresa, d'altronde, è a singhiozzo e stentata. I dati del quarto trimestre del 2010 hanno addirittura evidenziato una contrazione del Pil dello o,5% dopo tre trimestri di robusta ripresa. Al punto che, secondo il NIESR, la disoccupazione, prima di tornare a calare, è destinata ancora a salire dagli attuali 2,5 milioni a 2,8 milioni di persone, pari all'8,8% della popolazione attiva, record negativo da 17 anni. Circa un milione di giovani tra i 16 e i 24 anni, pari al 20% del totale di quella fascia di età, non trova lavoro. Motivo delle assunzioni con il contagocce: "il timore delle aziende – secondo il NIESR – legato alle incertezze della ripresa". Una ripresa, secondo il think tank, che sarà comunque stenta e si tradurrà in una crescita dell'1,4% quest'anno e dell'1,5% il prossimo. Dunque assunzioni del tipo Mc Donald come molti le chiamano, senza certezze e revocabili in qualsiasi momento, stanno diventando un fatto della vita. Con buona pace per le lotte sindacali che hanno caratterizzato tutto il dopoguerra in Europa per la difesa del posto fisso…