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Per i neolaureati inglesi il peggior mercato del lavoro da 16 anni

Le statistiche sono chiare quanto spietate: un giovane neolaureato su cinque che esce dalle università britanniche, ossia il 20% del totale, non riesce a trovare lavoro. Con tanta pace per la fiumana di italiani che hanno mandato negli ultimi anni i loro figli all'Università nel Regno Unito nella speranza di dare loro un vantaggio nella vita grazie alla lingua inglese e al mercato del lavoro anglosassone da mezzo miliardo di persone. I dati crudeli vengono dall'ineffabile Ufficio nazionale di statistica (Ons) e sono relativi al terzo trimestre dello scorso anno. Da allora la situazione pare sia in lieve miglioramento, ma è inutile nascondersi che, sul fondo, resta piuttosto grama. Quella che si affaccia oggi al mondo del lavoro è una generazione che dovrà lottare con le unghie e con i denti nella vita come è capitato ai loro nonni e a tutte le generazioni che li hanno preceduti tranne la fortunata parentesi vissuta dai loro padri.


La discoccupazione dei giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni ha raggiunto quasi un milione di persone (951mila per l'esattezza) e sta diventando un problema grave. Mentre il tasso medio complessivo dei senza lavoro è infatti salito dal 5,2% al 7,9% della popolazione attiva, dall'inizio della recessione nel 2008  a oggi il dato relativo ai giovani è raddoppiato da 10,6% a 20,3%. Si tratta del dato peggiore dal 1992, da quando cioè si tengono statistiche in materia. Da notare che il 1992 era l'anno in cui la Gran Bretagna iniziava a uscire da un biennio di dura recessione.  Il progetto del Governo di tagliare quasi 400mila posti di lavoro dei dipendenti pubblici non aiuta a rasserenare l'orizzonte per i giovani desiderosi di guadagnarsi la pagnotta. I neolaureati possono consolarsi col fatto che la loro situazione è relativamente migliore rispetto a chi cerca lavoro a 16-17 anni, subito dopo avere lasciato la scuola dell'obbligo. Per costoro, alla fine del 2010, ben il 44,3% non è stato capace di trovare lavoro. Non c'è che da incrociare le dita e augurarsi che questa recessione finisca al più presto, pena un forte trauma per la generazione che ha lasciato la scuola per cercare il lavoro dopo il 2008. Quattro lunghi anni che si faranno sentire nella psiche collettiva.  

  • Anto |

    E il tasso di disoccupazione giovanile in Italia é del 30%.

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