Ma quanto è grave la crisi economica inglese?

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Per alcuni, i tagli alla spesa proposti mercoledi dal Governo britannico sarebbero i più profondi da 34 anni. Altri fanno risalire il record a subito dopo la Seconda Guerra. Fatto sta che la cura dimagrante inferta alla struttura statale e del Welfare dal conservatore David Cameron e dal suo vice liberaldemocratico Nick Clegg ha pochi precedenti nella storia del Paese. Un vero e proprio budget di guerra, che punta a tagliare 82 miliardi di sterline di spesa in eccesso nell'arco di una legislatura. Il traguardo è nel 2015. La terapia è drastica e il rischio additato da vari esperti, compresi molti non propriamente di sinistra, è che la Gran Bretagna possa morire di eccesso di cura dimagrante. 

Il Governo parte dalla constatazione che i conti del Paese sono assolutamente fuori controllo e che, in mancanza di una terapia d'urto, la Gran Bretagna rischierebbe di fare la fine della Grecia o dell'Irlanda, i due grandi malati d'Europa. Gli ultimi dati del fabbisogno pubblico resi noti ieri per settembre denotano un buco di 16,2 miliardi di sterline, che allo stato fanno apparire un sogno la riduzione del deficit da 155 a 148 miliardi di sterline prevista per quest'anno. Il rapporto debito pil che per anni è stato attorno al 40% è giunto nei primi sei mesi fiscali del 2010/11 al 65%. In valori assoluti il debito è a 952 miliardi rispetto agli 822 dello stesso periodo del 2009, quando nei 12 mesi il totale 2009/10 raggiunse i mille miliardi. Per arginare l'emorragia il Governo è corso ai ripari tagliando del 19% in media la spesa pubblica. La prospettiva è la perdita di 500mila posti di lavoro dei dipendenti pubblici. L'innalzamento dell'età pensionabile, i tagli agli assegni famigliari per le famiglie benestanti, l'aumento dei costi degli accomodamenti nell'edilizia popolare, gli incentivi energici per incitare i disoccupati ad andare a lavorare  ridimensioneranno fortemente un welfare state che era divenuto insostenibile. I mercati hanno reagito finora positivamente alla cura. Ma molti economisti hanno messo in guardia dai rischi. Dato che ogni famiglia tra tagli ai sussidi e aumenti delle tasse si vedrà mancare mediamente mille sterline all'anno queste incideranno inevitabilmente sui consumi. Le basi su cui il gigantesco giro di vite sta prendendo forma sono peraltro fragilissime: dai dati di settembre emerge che gli inglesi hanno già ridotto fortemente i consumi, coscienti che dovranno sempre più affidarsi ai loro risparmi piuttosto che alla carta di credito. L'economia sta rallentando e c'è il rischio di un nuovo tuffo all'ingiu' in zona recessione. La rete protettiva in caso di retromarcia è affidata alla Banca d'Inghilterra che potrebbe ancora una volta stampare banconote (quantitative easing) per permettere alle imprese di investire. Ma tutto è fragilissimo e parlando con la gente tantissimi, con fatalismo tutto inglese, si preparano già a un periodo di vacche magrissime. Un decennio perduto alla giapponese . Un decennio di totale grigiore dopo gli anni rutilanti della bolla di Blair e Brown.