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Italia, Francia, Gran Bretagna: tre approcci al fast-food

C'e' chi sostiene che il fast food nasca in Medio Oriente, nei Suk e mercatini dove abbondano Kebab e  piatti pronti d'ogni genere a base di hummous e altre ghiottonerie che vengono afferrati dai passanti. E in Europa? Bloccato al Sud della Francia dallo sciopero pensionistico che mi ha sottratto il volo di rientro su Londra, ho avuto modo di farmi una passeggiata lungo la Croisette e la citta' vecchia di Cannes. Bistrot e ristorantini abbondano, come a Parigi, ma per quanto siamo nella patria della baguette e dei mastri panettieri e pasticceri, che spuntano a ogni angolo, il panino resta ancora un piatto semisconosciuto in Francia. Esiste il panino come esisteva in Italia 50 anni fa, ma non nella forma elaborata che troviamo a casa nostra. O in Gran Bretagna. Si tratta di un argomento non da poco, come spieghero', dato che nella civilta' della fretta mangiare velocemente bene e' fondamentale per rimanere in salute. E in Francia fuor dai grandi ristoranti, se si vuole mangiare poco e semplicemente, ci si trova davanti a un'impresa.


In Italia, il panino declinato in ogni forma e sapore e' divenuto un'arte sempre piu' sofisticata da quando i baristi nostrani hanno deciso una trentina d'anni fa di scaldarlo alla piastra innestando cosi' una marcia in piu'. In Gran Bretagna posso garantirvi che, tra catene come Pret a Manger, Eat, Itsu, Starbuck e quant'altre non c'e' che l'imbarazzo della scelta tra gustosi tramezzini, baghette, piadine, sushi giapponesi, oltre al classico kebab su pane arabo. Come sempre capita,  gli inglesi, che fino a trent'anni fa erano campioni del mangiar male e affidavano all'hamburger il pasto rapido di mezzogiorno, hanno aperto il mercato della ristorazione a tutti lasciando che la concorrenza facesse il proprio corso. Ottimo il risultato: 0ggi con 4-5 sterline si puo' fare uno spuntino di qualita' sia a base di pane sia di insalate. Unico neo, l'impossibilita' di trovare un accomodamento nei nuovi paninifici, per cui capita spesso all'ora di pranzo di vagare, nella City di Londra, tra migliaia di anime in pena che consumano il pasto in piedi come cavalli o alla scrivania del posto di lavoro. Gli italiani, maestri del buon mangiare, da quando la fretta ha disertato le trattorie e impedito alla gente di rincasare per la pausa pranzo come capitava fino a 50 anni fa, hanno creato un mondo parallelo coperto ogni angolo del buon gusto con panini e insalate di ogni genere. Il moltiplicarsi di tavolini fuori dai bar nelle zone pedonali sta peraltro migliorando il modo di consumare, che una volta avveniva in piedi al bancone. Questo virtuosismo nostrano ha l'unico difetto che chiude spazi ad alternative come fast food arabo, turco o giapponese che a Londra imperversano. In Francia nulla di tutto cio'. Resistono migliaia di baretti/bistrot con posti a sedere (il che resta una gran forma di civilta') dove si sta comodi ma raramente capita di mangiar bene e leggero.  Peraltro se consideriamo i tramezzini pronti, arte in cui gli inglesi sono maestri, i francesi hanno ancora molto da imparare: il pane dei loro sandwich nei posti di ristoro autostradali e nei supermarket  resta ancora in gran parte di pessima qualita'. Insomma, i cugini d'oltralpe, in quanto a fast food, pare siano rimasti ancora in mezzo al guado e un po' retro. Come con le loro battaglie di retroguardia per non aumentare l'eta' della pensione da 60 a 62 anni…. 

  • chrisarr |

    Inutile dire che anche in un altro bar li vicino mi hanno dato la medesima risposta…

  • chrisarr |

    Oltre alla penuria di locali di questo tipo, in Francia hanno anche il problema dell’orario. Mi è capitato di chiedere un panino in un bistrot, alle 17:00, mi è stato risposto di tornare dopo 2 ore che in quel momento la cucina era chiusa… In Francia mai a nessuno capita di saltare il pranzo e voler fare merenda?

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