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Quando i super-ricchi entrano in delirio

Alla faccia della nuova sobrietà sfoggiata dai super-ricchi nostrani con l’arrivo dell’estate, a Londra il nuovo trend italico pare sfuggire ai cresi di Medio Oriente e Asia. Questi, malgrado la crisi incombente dell’economia inglese, continuano a muoversi in una toposfera dove il danaro a fiumi perde qualsiasi valore e porta ai comportamenti e alle scelte più incredibili.   

Mittal
Due esempi sbarazzini. Il primo riguarda il magnate indiano dell’acciao Lakshmi Mittal (foto) che pare ormai intenzionato a spazzolare tutto l’empireo dell’immobiliare londinese. Dopo avere comprato  nel 2004 per 57 milioni di sterline a Bernie Ecclestone, ras della Formula 1, una bianca magione in Kensington Palace Gardens a un passo da Kensington Palace, nel giro di due mesi, l’uomo che ha una fortuna personale stimata in 27 miliardi di sterline (35 miliardi di euro) si è comprato altri due palazzi da 117 milioni e 70 milioni rispettivamente. Entrambi sono sempre vicini a Kensington Palace. Il primo è a Palace Green, vendutogli dal re degli hedge funds Noel Gottesman. Il secondo  era l’ex residenza dell’ambasciata delle Filippine e guarda direttamente sulle camere in cui viveva la principessa Diana. Considerando che il primo acquisto dopo notevoli abbellimenti varrebbe oggi 200 milioni di sterline (250 milioni di euro o 400 milioni di dollari) consacrandosi come la casa più cara di Londra e tra le più care del mondo, oggi il nostro amico indiano ha un patrimonio immobiliare londinese di quasi 400 milioni di sterline (450 milioni di euro). Una scuderia di mattoni distribuita tra lui e i figlioli che hanno preso possesso delle altre case. Secondo esempio, forse più incredibile fino a giungere a contorni demenziali è lo sceicco arabo che ha fatto manutenzione volante alla sua Lamborghini Murcielago, una delle macchine in dotazione del Batman del recente film di Chris Nolan. Lo sceicco ha speso 23mila sterline (28mila euro) per spedire andata-ritorno (10mila km) il suo balocco dal Qatar a Londra per fare il cambio dell’olio (300 sterline). Il danaro speso equivale al salario medio lordo annuo di un inglese. Alla faccia di chi cerca di ridurre l’inquinamento! Fa dispiacere notare che nel povero Quatar non esista un garagista. O forse che lo sceicco-sciocco non se ne sia ancora accorto.