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La nuova giovinezza del cinema inglese

Londra come Hollywood? Siamo ancora lontani anni luce dai budgets dei colossal americani, ma e’ un fatto che da quando, alcuni anni fa, il Governo britannico ha concesso detrazioni fiscali fino al 25% del capitale investito, il cinema inglese si è messo a crescere rigogliosamente. Al punto da produrre in proprio film da cassetta come il recente Paddington che, tra novembre e gennaio, ha ricavato oltre 34 milioni di sterline, pari a quasi 46 milioni di euro, affermandosi come la produzione indipendente britannica che ha più incassato nel 2014. I numeri dello scorso anno sono peraltro da capogiro: grazie a film americani girati in buona parte in UK come Star Wars Episode VII o Mission Impossible 5 o Pan gli investimenti esteri nel cinema britannico hanno raggiunto lo scorso anno la cifra record di 1,27 miliardi di sterline (1,7 miliardi di euro) con un aumento del 44% sull’anno precedente. E’ una cifra pari a oltre l’80% della spesa totale del cinema inglese nel 2014 pari a 1,47 miliardi di sterline (2 miliardi di euro), in aumento del 35% sul 2013. La quota parte britannica di oltre 200 milioni di sterline (in aumento del 28%) è d’altronde da considerarsi più che soddisfacente e foriera di ulteriore crescita negli anni a venire. Se è vero che la forza del dollaro non può durare all’infinito e il sostegno di Hollywood potrebbe indebolirsi, il buon regime fiscale britannico sta creando un effetto volano importante alimentando un’industria autonoma che, oltre a sostenere cinematografiche produzioni americane, ne produce in proprio di sempre più interessanti (come Mr Turner  o The Theory of Everything) oltre alle serie televisive, con successi come Downtown Abbey o Wolf Hall). E ciò in virtù di ulteriori sostegni finanziari, come i proventi della National Lottery, la lotteria nazionale britannica  (60 milioni di sterline) o della BBC (40 milioni)

L’aspetto più interessante di questa nuova stagione lo si può rimarcare nel grande rilancio degli studi televisivi sulla ring road alla periferia della capitale. I Leavesden studios a Watford, comprati nel 2010 dal titano USA Warner Bros, hanno infatti beneficiato di un investimento di 100 milioni di sterline, diventando la maggiore struttura permanente della società americana al di fuori degli Stati Uniti. Ancora più interessanti, perché completamente inglese, sono i Pinewood Studios a Uxbridge, a Ovest della capitale, la Cinecittà londinese, che continuano a fiorire e hanno da qualche tempo allo studio un progetto di espansione di 200 milioni di sterline. La presenza di talenti sia a livello della recitazione e sceneggiatura – che in Gran Bretagna abbondano sia sempre più – sia sul piano delle strutture e del software stanno facendo insomma di Londra una grande capitale del cinema. A giudicare dai successi degli ultimi anni, i risultati sono ottimi e il potenziale di crescita ancora in gran parte da sfruttare.