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Un Arcivescovo Jolly tra Dio e la City

La Chiesa Anglicana è in crisi nera, spaccata in due come una mela su temi come l'ordinazione delle donne- Arcivescovo e i matrimoni gay. Rowan Williams, il cerebralissimo Arcivescovo di Canterbury, massima autorità religiosa della Chiesa Anglicana (il capo resta la Regina) ha lasciato il posto a 62 anni, sfinito dalla mediazione tra gli 80 milioni di riottosi seguaci, lacerati tra gli estremisti conservatori nigeriani (un quarto dei fedeli) e i liberali americani. Gli eccessi della finanza e il forte disagio della gente hanno messo in cima all'agenda il tema della giustizia sociale. Il mare delle anime è in burrasca e il vascello della Chiesa Anglicana è sbattuto qua e là dagli elementi, perdendo pezzi in favore della Chiesa Cattolica.

La forza della disperazione può portare a soluzioni creative. Davanti al rischio di un tragico naufragio, la Chiesa d'Inghilterra ha deciso di estrarre un coniglio dal cappello, un vero Jolly. Il suo nome è Justin Welby, ha 56 anni ed è vescovo di Durham. Il suo curriculum è totalmente disorientante, dato che ha avuto ogni sorta di esperienza, mescolando il divino e il mondano in modo estremo. Un'esperienza in ogni campo, tentacolare come una piovra, può fare di Welby l'uomo per tutte le stagioni.

Il CV di Welby è tortuoso e accidentato come una corsa di Enduro. I genitori si separano nel 1959 che è ancora un bambinetto, pochi anni dopo il loro matrimonio nel 1955. Il padre, Gavin, aveva fatto fortuna in America in modo oscuro, molto probabilmente arricchendosi con il traffico d'alcol durante il proibizionismo. Un uomo dalla vita avventurosa, che arriva a un passo dal matrimonio con l'attrice Vanessa Redgrave, assai più giovane, costretta dai genitori a chiudere la relazione. Gavin morirà, ironia della sorte, alcolizzato, accudito dal figlio Justin. La cui madre, Jane, che nel primo dopoguerra era stata assistente di Winston Churchill, si risposa con un politico laburista, divenuto poi pari nel 1985: Lord Williams of Evel.

Al giovane Justin viene impartita un'educazione da rampollo dell'aristocrazia: liceo a Eton a università a Cambrige (laurea in Storia e Legge), dove studia al Trinity College.  Inutile rilevare che in quegli anni Justin tesse relazioni estremamente privilegiate, che potranno venirgli buone negli anni a venire. Dopo l'università Justin passa un anno in Kenya. Poi si mette a lavorare nell'industria del petrolio, prima per Elf Aquitaine a Parigi e poi per Entreprise Oil a Londra, dove fa il tesoriere e si occupa di Africa Occidentale. A 33 anni, nel 1989, decide di mollare uno stipendio annuo da 200mila sterline ai valori di oggi (250 mila euro) per rispondere alla chiamata divina. Forse al distacco dalle cose mondane contribuisce la morte della figliola Joanna morta in un incidente stradale in Francia nel 1983, ancora bambinetta, che lo turba profondamente.

Da quando prende i voti si trova a operare nella disastrata diocesi di una disastrata città di Coventry. Opera in varie missioni internazionali e si trova a mediare con ribelli in Nigeria e Burundi. Il suo lato "africano" torna a farsi vivo di prepotenza.

La forza di Welby sembra essere nella sua esperienza mondana. Conosce buona parte della classe dirigente. Ha conosciuto bene il mondo degli affari e non lo demonizza, anche se è critico degli eccessi della City. Siede peraltro nella commissione parlamentare che si occupa di affari bancari, dato che conosce la marteria più di ogni altro religioso. La sua mondanità e modernismo non pare tradursi però in filo-capitalismo: stando al Financial Times Welby è all'antica, un fan della Rerum Novarum di Leone XIII, Enciclica del 1891. Si' alla proprietà ma sempre un occhio sui disagiati. E' un conoscitore dell'Africa e ciò gli può certamente servire per mediare con la chiesa nigeriana fortemente anti-gay. In materia pare che non sia molto favorevole ai matrimoni gay, anche se dice di essere deciso a discutere e ascoltare il loro punto di vista . Pare invece guardare con interesse all'ordinamento delle donne vescovo. 

Un uomo dalle mille esperienze, conoscitore del sacro e del profano può essere prezioso in un mondo caotico come il nostro con spinte e istanze continue sulle istituzioni religiose. Certamente Welby è riuscito a metabolizzare questi diversi mondi entro se stesso. Ora dovrà provare di riuscire a riconciliarli, trovando le soluzioni che il suo barbuto e intellettuale predecessore è andato cercando per 9 anni senza successo.