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L’effetto traino dell’economia olimpica

Le Olimpiadi hanno indubbiamente beneficiato Londra, specialmente in un momento di grave crisi economica come quello degli ultimi cinque anni. Della spesa complessiva di 9,3 miliardi di sterline (12 miliardi di euro) stanziata per i giochi, per quanto spalmata su sette anni, ua buona parte è finita nella capitale. I posti di lavoro creati direttamente sono stati stimati in 50mila unità. Non vanno inoltre dimenticate grandi opere come il passante ferroviario Cross Rail da 15 miliardi di sterline, che per quanto ancora da venire, ha ottenuto una spinta decisiva proprio in virtù dell'imminenza dell'evento olimpico. A cui vanno aggiunti i grandi lavori di rigenerazione del borgo di Stratford, che sorge vicino al villaggio olimpico e dove c'é il nuovo raccordo ferroviario dell'alta velocità con lo Shuttle diretto verso King's Cross oltre al capolinea della linea di metropolitana Jubilee. In questi anni Stratford è cresciuta di alcune migliaia di abitanti e ha visto aggiungersi centinaia di nuove unità abitative. A cui va aggiunto il grande centro commerciale Westway, che riflette specularmente quello costruito a Ovest della capitale, a Sheperd's Bush e si prepara ad accogliere migliaia di turisti.  O i grattacieli che sono in costruzione, se non addiritura quasi completati, come lo Shard di Renzo Piano, che hanno comportato investimenti per un paio di miliardi di sterline. La domanda che ora serpeggia è quanto queste opere di infrastruttura avranno un effetto traino sulla zona Est della capitale.

Dureranno solo un estate per poi cedere il posto all'abbandono o innescheranno un virtuoso ciclo di sviluppo? Le cattedrali nel deserto create dalle Olimpiadi non si contano. Ma sono pronto a scommettere che la grande pancia di Londra sarà capace di riassorbire e mettere a rendere gli investimenti di questi anni più di qualsiasi altra città. In fondo la storia della capitale degli ultimi 30 anni è stata un susseguirsi di rigenerazioni di aree derelitte. Perchè il miracolo non dovrebbe ripetersi?

Una rondine non fa primavera e ancor meno un'estata che quest'anno fatica a partire. Ma intanto dal fronte dell'occuazione giungono buone notizie.  La disoccupazione nella capitale nei tre mesi tra marzo e maggio del 2012 è scesa dell'1,2% all'8,9%. Su scala nazionale peraltro tre quarti del calo di 65mila disoccupati nel periodo (che ha portato a 2,58 milioni di persone) e' occorso a Londra.