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Il canto del cigno dello shopping natalizio

In Gran Bretagna i saldi natalizi sono partiti il 26 dicembre (Boxing Day) in un clima di assalto ai forni. Soltanto davanti a Selfridges a Londra, 2mila persone erano in coda in vista dell'apertura alle 9 di mattina  e solo nella prima ora il grande magazzino di Oxford Street ha fatturato 1,3 milioni di sterline (circa 1,5 milioni di euro). Ad Aberdeen, in Scozia, si stima che addirittura 1/4 della popolazione della città si sia gettata a capofitto nella corsa al saldo. Agli 1,8 miliardi di sterline di vendite record del 26 dicembre si sono sommati altri 2,5 miliardi del 27 e il trend ha continuato a mostrarsi robusto fino a ieri. Il problema, secondo vari esperti, è che, dietro all'assalto ai negozi di questi giorni, si manifesta una situazione preoccupante.  Siamo infatti davanti a uno sfoggio di disperazione da parte di consumatori in bolletta e indebitati che hanno atteso fino all'ultimo per fare uno shopping frenetico, concentrato in poche ore. Davanti a sconti fino al 70%, le occasioni dei primi giorni sono state ovviamente ghiottissime. Sul fondo, gli inglesi, come pure altri europei, si trovano a dover fare fronte a un clima di recessione che, iniziato nella seconda meta' del 2011, rischia di protrarsi almeno fino alla prima metà del prossimo anno. Secondo le proiezioni degli esperti, le vendite al dettaglio britanniche nel 2012 non dovrebbero essere superiori dell'1% rispetto all'anno che si sta concludendo. Dietro a questo quadro assai mesto, si sta peraltro verificando un cambiamento epocale del settore dei consumi. Un cambiamento che secondo esperti come Mary Portas, guru delle vendite al dettaglio, potrebbe cambiare addirittura la faccia delle città inglesi. Le vendite al dettaglio online in Gran Bretagna hanno infatti raggiunto l'11% del totale, il livello piú alto del mondo rispetto al 10% degli Usa e a una media europea del 6% esattamente pari alla Francia, che ha dato un segnale di forte recupero quest'anno, mentre la Germania ha raggiunto l'8%. Secondo la Portas, se il trend continuasse c'e' rischio che i centri dello shopping delle città e cittadine inglesi si svuotino, dato che assisteremo a crescenti chiusure di negozi. Peraltro, questo ultimo scorcio di 2011 non è molto incoraggiante per la Gran Bretagna: la catena D2 (jeans) è appena entrata in amministrazione controllata. La catena di negozi di moda La Senza, con 146 punti vendita piú 18 in franchising ha detto che presto entrerà a propria volta in amministrazione, mentre sullo sfondo gruppi come Black's (articoli sportivi) e HMV (musica) stanno manifestando sinistri scricchiolii. Quanto all'Italia, possiamo consolarci se non altro con la nostra arretratezza tecnologica, che fa sì che solo il 3,3% degli italiani compri online. Le botteghe dei nostri bei centri storici per ora sono salve…   

  • grima54 |

    come hanno ridotto quella povera gente anche in italia; orde di bufali si avventano su quello che gli capita a tiro. Questo è diventato il consumatore signori! un bel progresso per l’umanità. Le mie più felici congratulazioni per aver ridotto l’umanità a delle bestie ben addomesticate e che si scatenano a comando.

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