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Quando il quarto potere abusa del potere

Le intercettazioni telefoniche in Italia sono state il flagello nelle mani dei magistrati. Ancora in questi giorni Silvio Berlusconi ha attaccato furiosamente il loro uso come strumento giudiziario. Si puo' discutere se il cosiddetto Terzo Potere può fare a meno di questo intrusivo metodo d'inchiesta. Ciò che è certo è che le intercettazioni sono un'opzione di cui la stampa o, come si dice oggi, i media, non dovrebbero disporre. Eppure è quanto è accaduto in Gran Bretagna, dove il Quarto Potere è assai più potente che in qualsiasi Paese del mondo. Per anni il tabloid News of the World, di proprietà del gruppo Murdoch, ha fatto disinvoltamente uso di questo strumento ascoltando migliaia di telefonate di centinaia di persone del mondo dello spettacolo, della politica e dello sport. Dopo l'arresto nel 2007 di un giornalista del quotidiano e del detective che lo aiutava a spiare le telefonate, il giornale ha opposto un muro di smentite ogni volta che emergeva il sospetto che il giornalista non agisse da solo. Davanti a un crescente fiume di prove, venerdì 11 il quotidiano ha dovuto ammettere che si trattava di una pratica usuale e porto le pubbliche scuse. Non solo: si è detto anche pronto a risarcire le vittime la cui vita privata veniva sbattuta in pasto al pubblico. Ma il risarcimento pecuniario non basta e molti giornalisti ora rischiano la galera. 


 Le offerte di risarcimento, secondo le indiscrezioni, sarebbero nell'ordine delle decine di milioni di sterline. Le vittime hanno detto che sono disposte a discutere sui soldi, ma moltissimi, tra cui illustri politici come Simon Hughes, uno dei leader liberaldemocratici, o Danny Alexander, ministro del Tesoro anh'egli d'estrazione libdem, hanno messo in chiaro che il fenomeno è gravissimo, che l'inchiesta della polizia deve proseguire e la legge fare comunque il proprio corso, fino alle estreme conseguenze. Per il potente gruppo News Corp di Murdoch la vicenda è fonte di estremo imbarazzo. A sentire però il sindaco di Londra, Boris Johnson, ex illustre giornalista, quello delle intercettazioni affidate alle abili mani di detectives compiacenti è un fenomeno diffuso da anni tra i media inglesi che dovrebbero fare un mea culpa collettivo. Richiesto se fosse al corrente se anche il proprio telefono fosse sotto controllo, Johnson, con il solito umorismo surreale che lo distingue, ha detto che < qualsiasi personaggio il cui telefono non fosse spiato farebbe meglio a licenziare il proprio press agent >.  Ma, sul fondo, c'è poco da ridere. La vicenda sta montando in maniera imbarazzante e se assumesse le proporzioni che molti paventano, ci troveremmo di fronte a una brutta pagina per la democrazia britannica. I media devono infatti fare i cani da guardia della democrazia e non i guardoni dei ricchi, famosi e potenti. 

  • claudio tuteri |

    Concordo in pieno, le intercettazioni sono uno strumento utilissimo per i giudizi, ma assolutamente dannoso per i giornali!
    Certo, è giusto far sapere ai cittadini come stanno le cose, ma l’utilizzo che si fa delle intercettazioni è sbagliato; inoltre, la forza mediatica che ne esce è molto forte, a tratti devastante; uno stralcio di intercettazione è in grado di distruggere la reputazione, o addirittura la carriera, di chiunque!
    Quindi, questo “potere”, se utilizzato in modo improprio, è un’arma a doppio taglio; qui in Italia ogni volta mi trovo ad assistere a teatrini vergognosi da parte dei giornali dei vari schieramenti, dove ognuno tira fuori e pubblica gli stralci delle intercettazioni che più fanno comodo ai loro interessi!
    In questo modo le intercettazioni non sono più fonte di informazione per i cittadini, ma fonte di calunnia e qui in Italia, ahimè, in questo ultimamente siamo diventati davvero forti!

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