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Un “principesco” business con il cuore a Londra

Alle 11 di mattina del 29 aprile, a Londra il tempo si sospenderà per un paio d'ore per dare magico corso alle celebrazioni del matrimonio tra il principe William (detto Will) e la signorina Catherine (detta Kate) Middleton. L'evento verrà seguito dal vivo nella capitale da oltre un milione di persone. Nel mondo, secondo le stime, il pubblico televisivo dovrebbe superare i due miliardi, considerando che il matrimonio di Carlo e Diana trent'anni fa fu seguito da 750milioni di persone. In un'epoca marcata da un crescente cinismo nei confronti di potenti, dittatori, politici o imprenditori e finanzieri miliardari, paradossalmente questo anacronistico matrimonio da operetta attrarrà tanta attenzione da essere già stato dipinto come l'evento mediatico del 2011.

Va detto che in Inghilterra non tutti hanno gli stessi sentimenti monarchici, che sono assai piu' forti tra i simpatizzanti "tory" e assai meno tra i laburisti. Nella rossa cittadina di Walsall, con 140mila abitanti, è stato chiesto un solo permesso per chiudere una strada per celebrazioni all'aperto, mentre nella conservatrice a Maidstone, di simili dimensioni, i premessi sono 15. A Londra, a Wandsworth, comune a guida Tory, i permessi richiesti sono 45 mentre nella "rossa" Islington sono solo 4. Con più o meno passione tutti saranno dunque coinvolti. E, come è noto, dove c'è pubblico c'è business. Per tale motivo il matrimonio costituirà un robusto antipasto per le finanze londinesi in vista del piatto forte delle Olimpiadi del 2012.  Per i negozi britannici, secondo i calcoli del Centre for Retail Research, l'incasso al dettaglio legato strettamente all'evento dovrebbe superare il mezzo miliardo di sterline (600 milioni di euro) di cui oltre 220 milioni soltanto in souvenir. Tra questi almeno 3 milioni di tazze di gusto più o meno cattivo con l'effigie dei due giovani, finti gioiellini e 5 milioni di medaglie. I turisti attesi a Londra per l'occasione sono stimati in alcune decine di migliaia. Non tutti peraltro si recheranno nei negozietti kitsch di ricordi: questa volta internet, sconosciuto ai tempi di Carlo e Diana dovrebbe fare da moltiplicatore per gli acquisti online. E a comprare non saranno solo gli inglesi ma gente di ogni parte del mondo. Ancora una volta gli inglesi si provano maestri nel marketing, vendendo un evento di casa propria di cui in teoria a nessuno potrebbe importare di meno come un sogno collettivo. Anche perchè i primi a crederci sono loro. L'autoconvinzione è la migliore arma di convinzione per un venditore. Prepariamoci dunque al magico giorno che male comunque non farà e che la festa cominci. 

  • rosa |

    @ Meloni “ma mi fido di più di una Regina che impara sin dall’infanzia a essere educata al suo compito di monarca” Chi sa chi sono gli istruttori di Carlo…ops Carlo è un principe verde..non è un valido contro esempio

  • Daniele Meloni |

    sono convinto che la monarchia abbia ancora una funzione importante in UK, come istituzione al di sopra della partigianeria dei partiti, degli interessi delle lobby ecc. Sarò forse démodé – anzi: lo sono di sicuro -, ma mi fido di più di una Regina che impara sin dall’infanzia a essere educata al suo compito di monarca che non da uomini politici più dediti alla loro carriera personale che non agli interessi del Paese. Mi chiedo: chissà quanto a lungo potrà durare ancora e cmq auguri a William e Kate!
    Daniele

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