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Il ritorno della “Balls Economy”

L'intero dibattito sul futuro dell'economia britannica è destinato a inasprirsi e a catturare sempre più i titoli delle prime pagine. Il motivo è semplice: Ed Balls, ex- braccio destro dell'ex premier Gordon Brown, è tornato in pista, assumendo la carica di cancelliere-ombra del partito laburista all'opposizione. George Osborne, il cancelliere in carica del Governo Cameron, non ha nascosto ai collaboratori la propria preoccupazione, dicendo loro che "d'ora in poi Balls cercherà di azzannarmi alla gola 24 su 24".  La scenografia per un Mezzogiorno di Fuoco sul Tamigi recitato nel palazzo del Parlamento di Westminster è dunque allestita. La posta in gioco è alta e la scommessa arditissima: se Balls riuscirà infatti a provare che i tagli alla spesa decisi dal Governo liberal-conservatore porteranno a una nuova recessione, egli riuscirà a minare irreparabilmente Osborne costringendolo alle dimissioni e aprendo la strada alla caduta della coalizione. Se fallirà, i laburisti rischieranno di starsene all'opposizione per un po' di anni.


 La tesi di Balls peraltro si situa, come faceva notare un'interessante analisi delFinancial Times a firma di George Parker, notista politico del giornale, alla sinistra estrema di tutte le posizioni esistenti. All'estrema destra sta infatti Osborne, spalleggiato dal Governatore della Bank of England, Mervyn King che punta a cancellare il deficit entro una legislatura ossia poco più di quattro anni. In mezzo sta la linea laburista, portata avanti dal capo dell'opposizione, Ed Miliband, che punta a dimezzare il deficit nello stesso periodo. La posizione di Balls è assolutamente eretica anche all'interno del proprio partito. Colui che è stato per anni la mente pensante della strategia economica laburista sostiene infatti che non solo la strategia del Governo è folle e porterà allo strangolamento dell'economia ma anche il dimezzamento del deficit è un obiettivo assai pericoloso. Balls, in questo, è più keynesiano dei neokeynesiani. A sua avviso, infatti, con un'economia così malconcia, bisogna prima di tutto pensare a fare ripartire la crescita e poi parlare di tagli. Da quando è stato nominato al posto di Alan Johnson, dimissionario per motivi famigliari, Balls ha smussato la sua posizione, dicendo che non ha alcuna divergenza con i vertici del partito. Ma  l'uomo ha un carattere forte, le idee chiare piu di ogni altro, è tenace e soprattutto è ambiziosissimo. Se riuscisse a prendere la guida del dibattito economico, oltre a Osborne, a farci le spese potrebbe essere un giorno lo stesso  41enne leader laburista Miliband, a cui il 43enne Balls ha sempre guardato dall'alto al basso. Perso l'ammortizzatore del 60enne Johnson messo abilmente tra se e Balls ora Miliband ha al collo il fiato di Balls, spalleggiato dalla moglie Yvette Cooper, divenuta ministro-ombra degli Interni. Insomma c'è rischio che si crei una dicotomia tra Miliband e Balls come fu per Brown e Blair. C'è però un punto debole da ascrivere a svantaggio di Balls: l'ex ragazzo prodigio del partito con studi a Oxford e Harvard e un periodo di giornalista al Financial Times (dove ci siamo conosciuti) non puòtirare  troppo la corda. Perchè può sempre essere associato dal Governo in carica ai fallimenti di Gordon Brown in politica economica. La mente dietro alla maggiore crescita del debito pubblico britannico in tempo di pace. Suggerire di lasciare il deficit come è in attesa che l'economia riparta forse non è una ricetta saggia. E forse non è neppure condivisa dagli stessi elettori che sanno che se si trovano sommersi dai debiti fino al collo lo devono anche alle ricette passate della "Balls Economy".