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Quando le catastrofi diventano “bibliche”

Noah_ark
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Quando si riflette sulla tremenda alluvione che ha colpito il Pakistan si resta sbigottiti. Venti milioni di senza tetto, pari al 15% della popolazione del paese, è una cifra pazzesca. Secondo una prima stima provvisoria dell'Onu, il numero delle persone colpite equivarrebbe infatti alla somma delle vittime dello Tsunami del 2004 e dei terremoti del Kashmir del 2005 e di Haiti del 2010 messi assieme. Parliamo di vivi ovviamente, dato che i morti delle tre altre catastrofi sono stati centinaia di migliaia. Ma dato che ai vivi tocca superare le tragedie, quella pachistana ha effettivamente dimensioni senza eguali. La mente non può infatti non correre al biblico Diluvio Universale che spazzò il genere umano dalla faccia del pianeta, salvo Noe` e i suoi discendenti cui spettò l'arduo compito di ripopolare la Terra di esseri viventi.


In Pakistan, peraltro, le piogge sono durate circa un mese, quasi quanto il biblico diluvio, ricordandoci che Madre Natura è sempre in agguato e può in qualsiasi momento mettere a dura prova la nostra fragilità. Questi ultimi 5 anni che da noi Occidentali verranno ricordati come quelli del rigonfiamento e dello scoppio della Grande Bolla finanziaria, sono stati infatti carichi di mostruose sciagure che hanno spazzato dalla faccia della Terra quasi mezzo milione di esseri umani. Mentre noi discutevamo di crisi economica e contavamo qualche centinaia di morti in Iraq e Afghanistan Paesi in via di sviluppo come Pakistan, India, Thailandia, Indonesia Borneo e Malaysia subivano l'impatto spietato della furia di grandi catastrofi naturali. Quest'estate poi se pensiamo ai flagelli dei tempi antichi tra il Fuoco distruttore in Russia e l'acqua sterminatrice nel subcontinente indiano abbiamo fatto il record. Sono cose che capitano nel Terzo Mondo, viene da pensare, dove l'assenza di infrastrutture e la povertà atavica moltiplicano le tragedie. Ma sono cose che capitano e possono capitare senza preavviso a tutti, indistintamente dalla collocazione geografica in cui si trovano e dal livello di benessere raggiunto . Basti pensare ai fuochi in Russia: erano oltre mille anni che il paese non subiva una siccità del genere.