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E adesso arrivano le classifiche sulla qualità…della morte

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In quanto a curiosità e originalità statistiche, The Economist è imbattibile. Questa volta la trovata viene dalla divisione di ricerca dell'augusto settimanale, The Economist Intelligence Unit. E forse il fatto più interessante è che la Gran Bretagna, che in questo momento non si trova propriamente ai vertici delle graduatorie in nessun campo, conquista un primato assoluto. Lo studio si basa su dati della Worldwide Palliative Care Alliance, che segue nel mondo il percorso di 100 milioni di pazienti sia negli ospedali sia a domicilio. La Gran Bretagna, che certamente sul piano sanitario non è all'avanguardia, eccelle nelle cure a chi si trova in fin di vita. La graduatoria riguarda 40 Paesi.


Secondo l'Economist, il Regno Unito, dato che comprendiamo nello studio anche l'Irlanda del Nord, si piazza ai vertici mondiali perchè avrebbe la migliore rete di assistenza tra cure ospedaliere e procedure da applicare ai malati terminali, oltre a personale appositamente addestrato. I britannici, insomma, eccellono nella facilità di accesso agli anti-dolorifici, trasparenza nel rapporto con i medici, informazioni al pubblico e cure in strutture extra-ospedaliere, in comunità o a domicilio. In Gran Bretagna, peraltro, la morte viene assimilata a una malattia da gestire con informazioni e procedure adeguate, mentre in Paesi come la Cina, ad esempio, è un tabù e negli Usa si tinge di colorazioni religiose che spesso infiammano gli animi. In pratica, poi, l'accesso agli oppiacei, che servono a combattere il dolore, in molti Paesi è fortemente ristretto o praticamente nullo. Risultato: in base a queste statistiche, che certamente non sono la Bibbia e vanno prese comunque con beneficio d'inventario, oltre ai soliti sospetti del Terzo Mondo o Paesi emergenti come Cina, India, Brasile e Uganda, che stanno in fondo alla lista, i britannici stanno molte leghe davanti a Paesi civili come la Danimarca, (22esima) l'Italia (24esima) e la Corea del sud (32esima) per fare alcuni esempi. Magra consolazione per gli inglesi, con i tempi che corrono, costretti peraltro a tagliare i fondi all'amata Sanità pubblica per rientrare dai debiti. Certamente però un tema su cui vale la pena riflettere perchè finora non è stato trattato adeguatamente. Facendo le corna e i dovuti scongiuri…. 

  • Maria Santoni |

    Grazie xla risposta. Ho trovato in biblioteca “Fusioni e acquisizioni”ma pur interessante mi pare ormai superato. Trovato anche “la nuova Londra”.
    Auguri e buon tutto!
    Maria Santoni

  • marco niada |

    Cara Maria il mio ultimo libro “Il Tempo Breve: nell’era della frenesia la fine della memoria e la morte dell’attenzione” edito da Garzanti lo puoi trovare in tutte le librerie come pure quello su “La Nuova Londra” dello stesso editore. Purtroppo il libro sulle fusioni e acquisizioni del 1988 e quello sulle privatizzazioni del 1992 editi
    dal Sole 24 ore sono entrambi fuori stampa. Ti ringrazio di seguirmi da lettrice

  • Maria Santoni |

    Dove posso trovare i libri di Marco Niada. Quelli precedenti il ‘Tempo è breve’ che ho letto con grande condivisione e anche gioia.
    Nemmeno in biblioteca ho trovato “Fusioni e acquisizioni…” e “Le privatizzazioni degli altri…”
    Grazie.
    Maria Santoni Firenze

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