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Inflazione, l’incubo di Mervyn King

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  Il Governatore della Banca d’Inghilterra, Mervyn King (nella foto), aveva messo le mani avanti lo scorso maggio, quando, presentando ai media il rapporto trimestrale sull’inflazione, chiariva che si stava preparando spiritualmente alla prospettiva di dover scrivere una serie di lettere al Tesoro spiegando perchè avrebbe sforato nei mesi successivi il tetto d’inflazione programmata. La legge inglese vuole infatti che nel caso l’inflazione superi o finisca al di sotto di un punto percentuale rispetto al tasso programmato il Governatore della Banca centrale deve renderne conto al Cancelliere, che in Gran Bretagna è il super-ministro dell’Economia. Negli ultimi mesi la Banca d’Inghilterra si è trovata di fronte a un tremendo dilemma: lasciare i tassi elevati per controllare l’inflazione, correndo il rischio di mettere con le spalle al muro centinaia di migliaia di inglesi detentori di mutui ipotecari o cercare di ammorbidire l’impatto tagliando il costo del danaro. La strada imboccata è stata inizialmente quella dei tagli ai tassi, scesi negli ultimi sei mesi dal 5,75% al 5%. Ora King ha ammesso che c’è il rischio di nuovi rialzi…

E’ stato infatti sempre più chiaro che i margini di manovra erano limitati e altri tagli, sulla scia della Fed americana, non erano possibili. La prova l’abbiamo avuta con la pubblicazione dei dati di maggio, da cui è emerso che i prezzi al consumo sono saliti del 3,3%. Detto fatto, King ha dovuto prendere carta e penna e spiegare al cancelliere Alastair Darling che a spingere i prezzi alle stelle sono stati i  generi alimentari mondiali, balzati da inizio anno del 60%, il petrolio, cresciuto dell’80% e il gas naturale,  i cui prezzi all’ingrosso sono cresciuti del 160%. Risultato: King ha dovuto ammettere che rispetto al picco dell’inflazione che in maggio aveva previsto al 3,5% per il secondo semestre dell’anno, ora si è trovato costretto a rivedere la previsione al rialzo al 4%. Quanto è peggio il Governatore ha messo in chiaro che < i prezzi al consumo sono destinati a rimanere sopra l’obiettivo prefissato anche per buona parte del 2009 >. E il 18 giugno, al discorso della Mansion House, residenza del Lord Mayor della City di Londra per la prima volta ha messo in chiaro di essere pronto a tornare ad alzare i tassi se fosse necessario. Il quadro non è edificante e sulla scorta delle aspettative inflazionistiche varie banche e società di credito ipotecario hanno nuovamente limato al rialzo i tassi rendendo la vita sempre più difficile ai proprietari di case che si trovano a che fare con il peggio mercato immobiliare da un ventennio a questa parte.  Il rischio di una spirale prezzi salari è peraltro alto dopo che gli autotrasportatori della Shell che hanno tenuto in ostaggio mezzo Paese bloccando per 4 giorni le consegne di benzina hanno spuntato un aumento salariale del 14%. Il cancelliere Darling, intervenendo a propria volta alla Mansion House ha messo in chiaro che se i salari iniziassero a rincorrere i prezzi < si creerebbe una situazione disastrosa >. Insomma per l’economia britannica la situazione si sta facendo sempre più delicata.

  • Maurizio Morabito |

    Grazie Niada…volevo dire, quali sconvolgimenti ci sarebbero mai, se la inflazione fosse al 5% per esempio?
    Non dico certo di tornare al 20% di venti anni fa, ma insomma voler restare cosi’ vicini allo zero ha sicuramente i suoi svantaggi

  • Maurizio Morabito |

    ma dove sta scritto che il tasso di inflazione programmata debba essere del 2%?
    Gordon Brown quando era ancora Cancelliere dello scacchiere il 10-12-03 ha ridotto dal 2,5% al 2% il cosiddetto “inflation target” o tasso auspicabile o programmato. Se superato di un punto percentuale verso l’alto o il basso il Governatore della Banca d’Inghilterra ha l’obbligo di scrivere una lettera aperta al Cancelliere. Si veda nel sito http://www.hm-treasury.gov.uk.

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