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Sant’Ambrogio goes to London

Il periodo delle feste di Sant’Ambrogio (per i milanesi) e dell’Immacolata (per tutti) è forse il momento clou dell’invasione italiana a Londra. I nostri connazionali si aggiungono agli oltre 100mila italiani già residenti e formano, nella prima settimana di dicembre, un’onda d’urto che gira per la città. La massa è tale che in posti come Portobello Road, King’s Road, Knightsbridge, Piccadilly e Covent Garden pare, a parti invertite, di essere in località italiane con una forte presenza straniera, in particolare inglese…

Si parla, insomma, molto italiano, o inglese con accento italiano. E ciò con l’immancabile tic di pronuncia per cui tutte le a vengono sillabate come e. Al punto che perfino sul treno per l’aeroporto di Gatwick l’annunciatrice che, in un nastro registrato, spiega il tragitto in Italiano, è l’unica a pronunciarlo Getwick rispetto alle speaker francese, tedesca e spagnola che pronunciano Gatwick. Per la cronaca, in inglese, nel 90% dei casi la a si pronuncia a.

Fatta questa digressione, è interessante segnalare che ormai Londra è la meta più importante degli italiani all’estero. Se scorriamo le statistiche, un po’ vecchiotte (2005), dei voli dagli aeroporti italiani, dopo la tratta da e per la Sicilia da Roma e Milano, che movimenta ogni anno 4 milioni di passeggeri, è la tratta da e per Londra da Roma e Milano che si piazza al secondo posto con 3,3 milioni (sia italiani sia stranieri), a cui segue la Milano-Roma-Milano (3,1 milioni) e, a distanza, i voli da e per Parigi da Roma e Milano (2 milioni). Se guardiamo alle statistiche del turismo, compilate dall’organizzazione Visit Britain nel 2006, i viaggi compiuti in Gran Bretagna esclusivamente da italiani, sono stati 1,4 milioni, in aumento del 21% sull’anno precedente. I soldi spesi dai turisti italiani durante il loro soggiorno nella capitale sono stati 608 milioni di sterline, pari a circa 850 milioni di euro, in aumento dell’8,4% e record assoluto. Del totale degli italiani finiti in Gran Bretagna, il 60% e cioè 829mila, hanno soggiornato a Londra, in aumento del 29% sul 2005. Di costoro 184mila sono passati per motivi di lavoro.

La love story degli italiani con Londra, iniziata per diletto e non più per necessità di lavoro a partire da metà degli anni ’60, con il boom della Swinging London della beat generation, continua. Gli italiani sono di casa e si muovono nella grande capitale con estrema agilità, come in una seconda patria. Sanno tutto dei musei, dei percorsi e tariffe della labirintica metroplitana, il Tube e, contrariamente a casa loro, dove amano celebrare la ripetizione, sono aperti a ogni esperienza e ogni novità. E in questo, la immensa metropoli, con una superficie di 1600 kmq, estesa quanto metà della Valle d’Aosta, puntualmente non li delude. Con l’aiuto di un po’ di fortuna e una spinta dai santi in cielo.

  • Michele |

    Ciao MARCO,
    é sempre interessante leggere i tuoi articoli per cui ancora di piu sara seguire il tuo blog: buona idea. Soprattutto per chi è stato tanto tempo a Londra e ha sempre voglia di sapere “what is going on over there” ed è disgustato dall’ inutilità di certi dibattiti tutti italiani.
    Ora sono a Singapore, alla fine di un viaggio che mi ha portato a visitare alcuni paesi asiatici. Quando vedi e tocchi con mano la velocità a cui stanno viaggiando, ti viene in mente quanto tempo e risorse abbiamo e stiamo continuamente buttando.
    Tutto cio centra assai poco con SantAmbrogio a Londra ma volevo salutarti e riportarti qs velocissima osservazione.
    Un caro saluto,
    Michele

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