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La Brexit la decideranno le campagne inglesi

La maggioranza degli scozzesi non è per la Brexit, anzi minaccia una secessione della Scozia dal Regno Unito se al referendum vinceranno i sostenitori del leave . Il Galles non è a sua volta eccitato dall’idea di lasciare la UE e, da quanto pare di capire, anche qui chi vuole restare è in maggioranza, non fosse per le generose sovvenzioni europee che riceve. A ciò si aggiunga l’Irlanda del Nord che, dopo un quarto di secolo di guerra civile, sta traendo enormi benefici dai rapporti con l’eurofilissima Repubblica di Dublino. E Londra? Malgrado l’ex sindaco, Boris Johnson, voltando le spalle a dieci anni di cosmopolitismo, sia ora, per opportunismo politico, alla testa del fronte del Brexit, la capitale, aperta e internazionale, è a propria volta salda nel fronte di chi vuole restare in Europa. Risultato: a decidere l’esito del referendum saranno le campagne e città minori dell’Inghilterra, dove vive  oltre il 70% della popolazione dell’isola.

Questo referendum si sta infatti sempre più caratterizzando come una reazione sofferta degli inglesi, in particolare della maggioranza dei conservatori inglesi, alla UE. Insomma, il Lord Grantham di Downton Abbey, il gentiluomo di campagna, che dal Continente europeo vede giungere solo cose negative. Attenzione, però: lo stesso gentiluomo campestre è in contraddizione laddove riceve sovvenzioni agricole. Ma il sentimento generale contro un’Europa burocratica e petulante, contraria allo spirito spiccio, pragmatico  e semplificante degli anglo-sassoni sta facendo breccia nei cuori degli scontenti.  Con un sacco di leggende metropolitane alimentate da quelli della Brexit, che fanno risalire ogni malanno del Paese al rapporto con la UE.

Il paradosso è che le ragioni del malessere degli euroscettici sono state tutte create dai conservatori e non dalla UE. Questi hanno voluto aprire ai Paesi dell’Est per evitare un rafforzamento dell’Europa carolingia Franco-Tedesca, salvo poi maledire gli immigrati romeni e polacchi. A un certo punto hanno addirittura spinto (come Boris Johnson) per una rapida entrata della Turchia nella UE, salvo poi agitare in questi mesi il pericolo dell’immigrazione turca. Hanno voluto la libera circolazione di capitali e merci salvo poi accorgersi di avere una mano d’opera nazionale poco qualificata che ha patito dall’arrivo di europei qualificati, specie nei lavori artigianali e manuali. Sia i conservatori sia i laburisti blairiani hanno fatto poco o nulla per rilanciare in Inghilterra le scuole professionali che abbondano in Germania. L’artigianato inglese è inesistente. Avessero avuto manodopera locale più qualificata ora avrebbero meno problemi. Hanno voluto il liberismo e ora si accorgono di soccombere alla concorrenza dei professionisti europei. Di cui hanno però oggi un bisogno fortissimo sia nell’accademia, nel design, nelle costruzioni, nel campo sanitario (migliaia di medici europei), nella ristorazione.  Basta girare per Londra per capire che tutto ciò che è di qualità elevata viene dall’Europa, dal parrucchiere italiano al ristoratore, alla moda, passando per design e architettura. I brexiters vorrebbero ora meno europei e più immigrati dal resto del mondo, oltre a dare posti di lavoro agli inglesi disoccupati.

Il fatto è che proprio i pragmatici inglesi cadono in una velleitaria contraddizione: vogliono il meglio che c’è sul mercato, assumono i migliori ma poi vorrebbero che avessero un altro passaporto. Purtroppo gli inglesi di fascia bassa poco qualificati e gli immigrati cileni o nigeriani o pakistani non potranno riempire le caselle occupate dagli europei per un bel po’ di anni. E ciò vale specialmente per l’Inghilterra profonda.

 

  • Marco Niada |

    La ringrazio per il contributo. Sono lieto che sia così bene informato

  • Hot Bat |

    Caro sign.Marco Niada,lei è “leggermente” uniformato alla UE.A suo dire il Regno Unito senza la pletora del continente in primis gli italiani avrebbe le ore contate;già come farebbero i sudditi di Sua Maestà a vivere senza i ristoratori d’Italia.
    Evitiamo per cortesia d’essere ridicoli,visto che principalmente per questa ragione gli italiani vengono riconosciuti.In ogni modo io ho informazioni in contrasto alle sue riguardo il referendum che deciderà la permanenza fuori della UE della Gran Bretagna.Non si preoccupi rimarrà tutto così com’è.Il Regno Unito deciderà di rimanere standone fuori.

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