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Il costo della vita caccia gli artisti da Londra

Per avere una industria dell’arte fiorente occorrono due ingredienti fondamentali: un mercato dell’arte ricco e vario e tanti artisti. Del primo si è parlato in lungo e in largo in questi anni, riferendosi all’effetto catalizzatore che il benessere di Londra ha esercitato. Il secondo, più ovvio, è stato dato per scontato, ma da qualche tempo ci si accorge che è sempre meno garantito. A lanciare il grido d’allarme  è stato Nicholas Serota, direttore delle gallerie Tate e guru indiscusso della galassia dell’arte contemporanea. Secondo Serota, il costo della vita a Londra sta diventando proibitivo per molti artisti, minacciando il ruolo di punta della capitale nel mondo dell’arte. “Negli ultimi 20 anni- ha detto Serota a un incontro della Federation of Creative Industries con il candidato sindaco Sadiq Khan – Londra è stata uno dei grandi successi nel settore creativo ma oggi tale successo è minacciato”.

Mezzo secolo fa, ricordava il direttore della Tate, per un giovane artista era facile stabilirsi in quartieri come Notting Hill o Camden come fecero personaggi come Frank Auerbach, David Hockney o Bridget Riley. E ciò valeva ancora 20 anni fa per giovani artisti che venivano da fuori e dopo gli studi accademici restavano a lavorare nella capitale. Oggi non è più il caso ha messo in chiaro Serota: ” Giovani artisti che avrebbero voluto stabilissi qui non lo fanno perché non possono permettersi di vivere nella capitale. E ciò deve essere un motivo di riflessione”. Khan ha colto l’occasione per sottolineare il proprio impegno per il mondo dell’arte stimolando le donazioni private attraverso incentivi fiscali dato che i fondi pubblici non bastano più.

Ricordo come negli anni ’90 stuoli di giovani artisti lasciavano città come Parigi e Milano per Londra attratti da un ruggente mercato dell’arte sostenuto dalla crescente ricchezza finanziaria. Quartieri d’elezione erano Whitechapel, Brixton e varie enclave dell’East End. Oggi questi quartieri sono a loro volta proibitivi, per l’elevato costo della vita reso impossibile dai prezzi d’abitazione. Sempre più si sente parlare di giovani che si trasferiscono in altre città europee come Berlino dove i costi di abitazione sono assai inferiori a Londra, dove il clima creativo è sempre più invitante e  dove il mercato dell’arte è solido e innovativo. Insomma, tanti soldi fanno bene all’arte, ma troppi la soffocano, tarpando le ali e l’ispirazione a chi vuole creare.