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Elisabetta, Regina dei primati

Trattandosi del Regno Unito, non poteva avvenire che all’ora del the. Oggi, alle 17.30, Elisabetta II diverrà infatti il sovrano che ha regnato più a lungo sul suolo britannico dai tempi del primo re normanno, Guglielmo il Conquistatore. Durante il suo regno sono passati 12 Primi ministri britannici e ben 6 Papi. Con 63 anni e 216 giorni Elisabetta batterà il primato precedente sabilito dalla bis-bisnonna Vittoria. La differenza tra i due regni, va subito detto, è enorme: Vittoria infatti, regnava su un impero vasto 34 milioni di chilometri quadrati e con un quarto della popolazione esistente sulla Terra, circa mezzo miliardo di persone. Londra era anche la capitale più popolosa del mondo e l’epicentro di una rivoluzione industriale che stava trasformando i destini dell’umanità . Elisabetta deve oggi “accontentarsi” in senso stretto di 243mila chilometri quadrati e 65 milioni di abitanti del Regno Unito. Ma il paragone si ferma qui, data la trasformazione del mondo negli ultimi due secoli.

Elisabetta infatti resta ancora sovrana e capo di stato di Canada, Australia, Nuova Zelanda e una dozzina di piccoli Paesi caraibici per un totale di circa 19 milioni di chilometri quadrati e circa 140 milioni di abitanti. A differenza dell’illustre antenata, che esercitava un potere diretto su tante nazioni, il potere che Elisabetta esercita è più simbolico, anche se, in caso di conflitti, gli altri Paesi dove circolano banconote con la sua effigie non si sono mai tirati indietro laddove erano in gioco importanti principi. Se allarghiamo poi il discorso all’intero Commonwealth, composto da ben 53 Paesi, di cui molti che hanno scelto di aderire all’organizzazione volontariamente nel dopoguerra, quello che era l’ex Impero britannico riemerge per molti versi in filigrana: circa 30 milioni di chilometri quadri di superficie e 2,4 miliardi di abitanti.

Elisabetta esercita influenza, conta per quello che è e non ciò che fa, come hanno sottolineato recentemente vari storici. I suoi silenzi pesano perché non vanno interpretati come distacco, dato che la sovrana è sempre informatissima di tutti gli affari di Stato e incontra il Primo ministro in carica una volta alla settimana. E’ una donna curiosa e instancabile. A differenza di Vittoria, che dopo la morte di Alberto, l’amato principe consorte, nel 1861, si chiuse per 40 anni in un cupo riserbo con rade apparizioni pubbliche, la 89enne Elisabetta è stata una vera globe trotter, sempre affiancata dal fedeleprincipe Filippo, oggi 94enne, con cui ha avuto la fortuna di condividere 68 anni di vita. Ha visitato infatti 128 Paesi, di cui 4 volte l’Italia, in lungo e in largo (Milano, Torino, Genova, Venezia, Firenze, Napoli, Palermo), percorrendo milioni di chilometri. E non è stata viaggiatrice distratta. In uno dei tre incontri che ho avuto la fortuna di avere con lei, mi ha parlato di Milano, mia città d’origine, in modo pertinente e dettagliato con osservazioni originali, di chi ha avuto esperienza diretta.

Elisabetta ha assistito al declino della Gran Bretagna fino alla fine degli anni ’70 ma anche alla successiva ripresa e trasformazione negli anni successivi. Ha visto Londra svuotarsi da 8 a 6,5 milioni all’inizio degli anni ’80 per poi riempirsi di nuovo a 8,6 milioni oggi. Ha saputo adattarsi e trasformarsi, superando crisi come il tentativo neocolonialista di Suez o la morte della principessa Diana che aveva messo in dubbio l’attualità della Monarchia con i nuovi tempi. Passando per varie guerre, come le Falkland, l’Afghanistan e l’Iraq.

Come tutti in queste ore non si stancano di ripetere, malgrado la tarda età, Elisabetta continua a dare prova di professionalità imperturbabile, senza finora mai aver messo un piede in fallo. I commenti e le testimonianze in suo favore si sprecano da giorni. Col suo consueto aplomb e understatement Elisabetta non celebrerà il “record” di longevità ufficialmente, lasciando i media parlare per lei. Ha solo ringraziato con un accenno tutti quanto hanno espresso le loro felicitazioni durante un impegno ufficiale oggi, ossia l’inaugurazione della tratta Scottish Border Railway a Nord del Paese affermando che “non ho mai aspirato” ad arrivare dove è arrivata negli anni e che “inevitabilmente con l’età si è testimoni di tante cose”. In questi anni,  ha fatto solo il proprio dovere.

Il regno di Elisabetta e’ durato tanti anni quanto io ho vissuto, meno un mese. Negli ultimi venti in cui abito a Londra e seguo da vicino questo Paese, non ho smesso di stupirmi di quanto sia profondo il rispetto e l’attaccamento degli inglesi (con le dovute eccezioni) alla monarchia. In un Paese che si è americanizzato e in cui la transazionalità, in ogni senso, prende il posto alle relazioni, i social networks ai rapporti in carne ed ossa, in cui la gente cambia ruoli e lavoro a ritmo sempre più accelerato, in cui trionfano le public companies, c’è un cuore antico che batte da un millennio. Un’impresa strettamente famigliare, in cui il monarca è ereditario e sta al potere quanto gli aggrada. Una contraddizione grande quanto una casa. Ma pienamente parte del modo di vivere britannico.

  • alessandro66 |

    Filobritannico sin dall’adolescenza, leggo con piacere l’appassionata descrizione di Sua Maestà, condividendo ogni parola. Grazie per qesto bell’articolo.

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