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Un vento malefico sul mattone londinese

Il mattone londinese è seriamente inquinato dalle manovre di organizzazioni di malviventi che riciclano miliardi di sterline. Quello che da alcuni anni è un forte sospetto nella mente di molti, ha ricevuto conferma ufficiale da parte delle autorità, ossia la National Criminal Agency (NCA), l’ente anti-crimine britannico, equivalente al FBI americano. A rivelarlo è stato lo stesso direttore dell’agenzia, Donald Toon, in un’intervista al quotidiano The Times. Toon ha parlato senza mezzi termini di un mercato immobiliare  distorto dal danaro sporco, che pompa sempre più in modo artificiale i prezzi delle case, specie nella fascia più alta. I compratori, peraltro, nella massima parte sono anonimi, perché si schermano dietro una serie di società di comodo che celano l’identità del destinatario finale.

Il Governo è corso  ai ripari alzando l’anno scorso al 13% la tassa sulle transazioni immobiliari intestate a società. Nel primo anno ha raccolto 100 milioni di sterline (140 milioni di euro) di imposte su 4mila operazioni. Quest’anno Toon rileva che ben 142 milioni (200 milioni di euro) sono stati raccolti soltanto nei primi tre mesi dell’esercizio fiscale in corso (aprile-giugno) a riprova di una tumultuosa attività. Questa si è concentrata all’80% nei quartieri di Westminster e Kensington e Chelsea. Chi deve riciclare, d’altronde, è pronto a pagare una commissione se ciò serve a ripulire il danaro sporco. E nella stessa logica è pronto a strapagare gli immobili, specie quelli di grande valore, che permettono di ripulire grandi somme di danaro. L’allarme corruzione è peraltro giunto ai piani più alti del Governo britannico e il premier David Cameron ha annunciato che il catasto d’ora in poi registrerà le case risalenti alle società straniere, oltre a mettere in cantiere nuove misure di trasparenza, Attualmente ben 100mila proprietà risalgono a società straniere, di cui oltre un terzo a Londra. In totale le società registrate offshore controllano  nel Regno Unito proprietà per un valore di 122 miliardi di sterline (175 miliardi di euro). Una cifra iperbolica.

Poco tempo fa un documentario investigativo della rete Tv Channel 4, ha messo a nudo l’aspetto più sinistro del mercato immobiliare londinese. Due giornalisti che recitavano la parte di emissari di un magnate russo interessato a comprare alla propria amante una casa dal valore tra i 3 e i 15 milioni di sterline (21 milioni di euro) hanno visto aprirsi tutte le porte. Contattando 4 agenzie immobiliari, i finti emissari si sono visti offrire addirittura avvocati conniventi per coprire l’identità del compratore.

Il boom dei prezzi degli immobili nella capitale sta sconvolgendo il profilo di molti quartieri dove ricchi stranieri comprano con il solo scopo di investire (o riciclare) e poi non abitano o abitano soltanto raramente gli immobili, desertificando intere aree del centro. Peraltro molti danno mano alle ruspe e, per guadagnare di più, una volta comprato l’immobile, scavano piani sotterranei. Questo ribollire di attività che non guarda in faccia neppure a immobili storici che ottengono facilmente permessi di ristrutturazione, personalmente mi lascia sempre più perplesso. Interi quartieri vengono demoliti e mobili d’epoca riconvertiti in un furore di ristrutturazione. L’ultima della serie è la notizia della riconversione del vecchio e glorioso palazzo della polizia di Scotland Yard in un hotel di lusso con camere fino a 10mila sterline per notte. A comprare, il miliardario indiano Yussuffali Kader che, in società con l’agenzia immobiliare inglese  Galliard ha rilevato lo stabile per 110 milioni si sterline. Kader fa parte di una schiera gruppi indiani che stanno comprando palazzi nella capitale. Secondo il Financial Times il gruppo Lodha ha recentemente comprato la sede dell’Alto Commissariato per il Canada a Grosvenor Square, la piazza dove stanno tra l’altro l’Ambasciata d’Italia e quella americana, per 306 milioni di sterline. Il gruppo ha detto di avere intenzione di spendere fino a 5 miliardi di dollari in immobili nella capitale. E non sono i soli. Nessuna insinuazione, ovviamente, nei confronti di questi investitori indiani, ma è ovvio che, in mezzo a tanto turbinio di danaro, trovino facile spazio i malviventi che vogliono ripulire la loro partita di danaro di origine criminale.

Credo che ci troviamo davanti a un bubbone pronto a scoppiare e sospetto che nei prossimi mesi vari casi di malversazione verranno rivelati. I soldi in gioco sono ormai tanti e il rischio per l’economia sta diventando troppo alto. Il NCA ha peraltro messo in chiaro che nella City vengono riciclate “centinaia di miliardi di sterline ogni anno”. Anche questo, per molti, è un segreto di pulcinella, ma, come spesso capita, quando viene reso pubblico, è il segnale d’avvio che le autorità stanno per entrare in campo con la mano pesante.