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I duemila teppisti che fanno male a Cameron

Duemila arresti e oltre 800 incriminati. Questo finora il bilancio dei terribili  moti che hanno messo in ginocchio Londra e altri maggiori centri dell'Inghilterra come Birmingham e Manchester, per citare i maggiori. La situazione sta tornando alla normalità, ma i disordini stanno mostrando un potente veleno nella coda che rischia di fare impallidire il disagio e la paura seminato dagli sprangatori. Il premier David Cameron ha infatti voluto trasformare l'occasione come l'avvio di una linea dura del Governo nei confronti di quelli che sono considerati semplici criminali. La cultura delle gang va estirpata. Niente di più condivisibile, anche se si tratta di un fenomeno antico. Ma quali sono stati i meriti di Cameron finora nella lotta a questo fenomeno sociale e quali le armi che si appresata a sfoderare? La sua nuova linea politica gli si sta già ritorcendo contro come un boomerang, perché finora è servita solo a irritare la polizia, che dovrebbe essere peraltro l'asse portante di questa manovra repressiva.


I vertici delle forze dell'ordine  hanno già mandato al premier un primo messaggio facendo chiaramente intendere che il suo valore aggiunto nel domare i moti con la sceneggiata del rientro delle vacanze è stato presocché nullo, dato che è grazie all'abilità delle forze dell'ordine che la situazione è stata normalizzata. E' naturale che la polizia si difenda e faccia sentire le proprie ragioni. Ma poiché l'opinione pubblica pensa che, con le armi che le sono date e gli organici in riduzione a causa dei tagli alle spese, la polizia ha fatto quello che ha potuto, essa non può essere criticata più di tanto. Cameron d'altronde è il primo a contraddirsi quando vuole adottare la linea dura facendo le nozze con i fichi secchi, dato che ha ridotto le risorse ai poliziotti. Inoltre deve stare attento a non umiliare le forze dell'ordine: l'idea di fare venire Bill Bratten , l'uomo che ha raddrizzato le gang di Los Angeles dopo i disordini del 1992 non sta andando giu' molto bene. Non solo Bratten non è cittadino inglese e dargli una carica gerarchica a Scotland Yard si rivelerebbe impossibile (potrebbe fare al massimo il consigliere). Ma le forze dell'ordine, con il consueto modo di fare indiretto, hanno fatto  filtrare un secondo messaggio attraverso Bill Brereton, un ex vice commissario del Nord Galles ora in pensione e ferito gravemente durante i moti di Londra del 1982. Bereton ha messo in chiaro che il problema da risolvere è preminentemente sociale. < La polizia può solo raccogliere i cocci quando il vaso è rotto > ha detto, rilevando che per non rompere il vaso ci vogliono politiche adeguate. Poi la frecciata, che può solo dare chi ha la libertà di essere in pensione: < se si fanno venire agenti di polizia dall'estero perché non iniziamo a fare venire anche i politici? >. L'allusione era chiara : ai politici spetta di riparare una società malata e alla polizia di fare fronte alle urgenze. Basterà la tanto decantata Big Society per rendere mansueti i "feroci teppisti"?

  • Daniele Meloni |

    Ho seguito i ‘riots’ su Sky News: non so perché mi suonava la musica dei Clash in sottofondo. Sono stato due volte a Tottenham per motivi calcistici. La prima volta visitai lo stadio in una giornata senza partita e arrivando in treno. Una zona veramente ‘underprivileged’. Io non sono fautore di assistenzialismi vari ma ho come la sensazione che laburisti e conservatori abbiano lasciato marcire quel quartiere per decenni…

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