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Dopo due secoli un Paese ancora crudele coi bambini

Cambiano le abitazioni, avanza il progresso, migliora l'igiene, la gente è mille volte più benestante e nessuno muore più di fame ma la Gran Bretagna resta per un tragico verso ancora quella di Dickens. "No country for children" potremmo dire parafrasando il film dei fratelli Cohen. Le statistiche a questo propositosono spietate: secondo la Children Society un ente benefico che si rivolge all'infanzia e che redige statistiche in materia, ogni anno 100mila bambini scappano di casa o dalle strutture dove erano in affido. Quanto peggio ancora, l'età media di chi fugge da posti che ritiene ostili è scesa a 11-12 anni rispetto ai 13-14 anni precedenti. E, una volta fuori casa, i piccoli sono molto più vulnerabili di una volta da parte di adulti predatori a causa di internet i telefonini e i network sociali. Secondo lo studio uno su sei finisce a dormire per le strade, uno su otto mendica o ruba. Otto su dieci restano nascosti perchè non vogliono essere rispediti a casa o in strutture d'affido. La Children Society ha lanciato un appello accorato dicendo che il problema è ormai oltre il limite di guardia. Si tratta di una legione, condannata a una vita infelice perchè parte traumatizzata. Egoismo e brutalità dei genitori, crollo dei valori famigliari e soprattutto  intolleranza o abuso da parte degli adulti verso chi è diverso….di età . Non a caso in Gran Bretagna, per quanto il fenomeno sia in via di miglioramento, con crescente coinvolgimento affettivo dei genitori, in particolare dei padri, la pressione sui bambini perchè diventino adulti o si comportino da adulti è molto più alta che in altri Paesi. Molti, anche se meno di una volta, nelle classi alte, mandano il figlio al College già a 8 anni, massimo 11. Insomma, il nido famigliare si raffredda presto e ai piccoli non resta che… crescere.