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Quando la rete diventa ipnoticamente tossica

La similitudine tra la tela del ragno e internet si fa sempre più stringente, questa volta per ragioni negative. Con la tela il ragno paralizza le proprie prede per poi divorarle dopo avere iniettato loro una dose fatale di veleno. Il web, la rete di internet, inizia purtroppo ad avere effetti simili, particolarmente sui ragazzi più giovani. Il fenomeno è preoccupante, tanto che a nord di Londra è stata inaugurata la prima clinica per ragazzini malati da internet-dipendenza e videogiochi. Capio Nightingale Hospital, questo il nome, avrà la missione di riportare alla normalità i giovani i cui comportamenti sono stati stravolti da un eccesso di esposizione al computer. Secondo il quotidiano pomeridiano The Evening Standard, che riferisce la notizia, da un recente sondaggio svolto tra i giovani delle scuole secondarie, emerge che oltre un quarto passa più di sei ore al giorno davanti allo schermo del computer. La generazione degli screenagers, come viene chiamata, inizia a registrare un numero crescente di vittime da internet dipendenza. I sintomi manifestati variano da accessi di ira, inappetenza al cibo, straniamento dalla società e perenne affaticamento. La maggior parte si trova in un continuo stato di allerta e irascibilità. Tra le terapie, oltre alla privazione dei gingilli elettronici, una buona dose di incontri faccia a faccia per ricostituire l'interazione con altri esseri umani. Molti pazienti saranno peraltro costretti al ricovero. La clinica è nata per riempire uno spazio che i servizi sociali, concentrati su droga e alcolismo giovanile non erano capaci di individuare e coprire adeguatamente. Insomma, una nuova dipendenza è nata, al punto di necessitare una clinica per la disintossicazione. Recentemente lo scrittore Tom Bissel in un lungo articolo pubblicato per The Observer Magazine ha ammesso di avere sviluppato una dipendenza compulsiva per i videogiochi che, nel giro di tre anni, lo ha reso insonne, semi-cocainomane e, quanto peggio, incapace di scrivere.

  • romak |

    Brutta cosa la dipendenza, anche se per come la vedo io, è meglio che i ragazzini si rincoglioniscano su internet o coi videogiochi piuttosto che con la tv.
    Andrebbero solo seguiti un po’ di più, ma questa è retorica che vale un po’ per tutto 🙁
    Ad ogni modo grazie della segnalazione, se riesci leggi qui: http://www.wired.it/magazine/archivio/2010/03/internet-for-peace/il-ragazzo-perduto.aspx
    è un articolo apparso sull’ultimo wired italia (ma disponibile online ;)), triste, ma molto interessante anch’esso.

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