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La crisi aumenta e ora volano anche gli stracci

Abiti-fashion
  L'Inghilterra è vulnerabile alla crisi perchè ha un sistema finanziario sovradimensionato che ora pesa come una zavorra sull'intera economia? E che dire dell'Italia e del mondo della moda e del tessile? I primi scricchiolii si sono avvertiti con la crisi del gruppo Itierre (Gianfranco Ferrè) ma è noto che l'intero settore soffre profondamente della recessione globale in atto. La gente ha gli armadi pieni di vestiti e inizia a tagliare le spese a partire dal superfluo, specie se è nel settore del lusso. La specializzazione di Londra nella finanza pesa quanto quella del nostro Paese nella moda. Viviamo peraltro in un mondo globale, in cui le nazioni si si sono specializzate sempre più per ottenere un vantaggio competitivo. Ma ciò spinge oggi a ripensare ai sistemi-Paese allo stesso modo in cui industrie e banche ripensano al loro modello di business. A Londra i media da qualche tempo piangono l'industria perduta. E in Italia?

Cortina3
Prendiamo il caso di Cortina d'Ampezzo, la Perla delle Dolomiti, dove ho passato alcuni giorni in febbraio in uno scenario incantevole con metri di neve, complice un inverno assai rigoroso. Bene, se si passeggia per il centro si nota che i negozi sono desolatamente vuoti. In piena stagione. La gente c'è e scia ma preferisce spendere per fare sport che per vestirsi. Cortina è ormai una showroom a cielo aperto dove i negozi di abbigliamento, le gallerie d'arte e le gioiellerie dominano. Fino a una ventina d'anni fa c'erano due cinema e ora ne è rimasto uno, c'era una clinica ed è stata chiusa, c'erano 6 macellai e ora ne è rimasto uno, c'erano due librerie e ora ce ne è una, c'era un negozio fornitissimo di Diy e non c'è più, c'era una dozzina di ortolani e ora ce ne è metà. Come c'erano vari fioristi e ora ce ne è solo un paio. Ciò che è ancora più interessante notare è che mentre in passato i negozi di abbigliamento erano in mano a proprietari che vendevano varie marche, ora i proprietari si sono messi a riposo e hanno affittato o venduto gli spazi a case di moda. Il risultato è una sfilata di negozi monomarca come succede in molte altre località del mondo. Risultato: la varietà è morta e quando arriva la bassa stagione la passerella chiude e i cortinesi vagano tra negozi chiusi e devono fare le acrobazie per condurre una vita normale in una showroom chiusa per restauri e pulizie. E' una buona idea? Una crisi come quella che stiamo attraversando mette a nudo la fragilità della specializzazione eccessiva, come capita a Cortina e in molte altre località "chic". E come capita a Londra che si è esposta troppo al mondo della finanza. Londra e Cortina, due esempi che sembrano lontani ma hanno molte cose in comune, a partire dai rintocchi della campana parrocchiale che hanno lo stesso suono di quelli del Big Ben…