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Quando il debito privato si fa pubblico

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  Gli economisti notano che, di fronte a una crisi, gli individui riducono rapidamente il loro debito privato iniziando a risparmiare, mentre il debito pubblico ha un rientro lentissimo, perchè deve essere negoziato "politicamente" con le categorie sociali. E questo, fino a poco tempo fa, pareva un vantaggio del mondo anglosassone con forte debito privato rispetto a Paesi come l’Italia a forte debito pubblico. In Italia abbiamo un debito pari al 107% del pil, mentre gli inglesi hanno il 43%. Gli inglesi hanno però un debito privato del 103% mentre gli italiani hanno il 36%. Come in un gioco di specchi le parti sono invertite. Cosa accadrà ora come conseguenza della crisi finanziaria?

La Gran Bretagna, anche in versione laburista, è stata fiera in questi anni di avere contenuto la spesa pubblica in proporzione assai bassa rispetto al pil. Convinta che il crescente indebitamento individuale fosse un fatto personale, in mano ad adulti responsabili.  Ma un decennio di credito facile, alimentato da banche compiacenti, ha aumentato l’irresponsabilità degli individui. Le insolvenze private sono in aumento mentre la gente inizia a perdere il lavoro. Sarà dunque sempre più difficile per i privati rientrare dai propri debiti. Intanto l’entrata in scena della cassa disoccupazione a mano a mano che la gente perderà il lavoro, i fallimenti aziendali e un inevitabile ricorso a politiche a sostegno della domanda faranno lievitare ulteriormente il debito pubblico. Solo le recenti nazionalizzazioni bancarie aumenterebbero nel breve termine il debito al 46% del pil. Ci sono poi le nazionalizzazioni "temporanee" di Northern Rock e Bradford and Bingley da aggiungere. Secondo i calcoli di The Economist, sommando il tutto, la proporzione tra debito netto e pil salirebbe così al 50%, il livello più alto da 30 anni, prima dell’arrivo al potere di Margaret Thatcher. Alcuni economisti prevedono che il fabbisogno pubblico potrebbe raddoppiare dagli attuali 50 miliardi di sterline a 100 miliardi nel giro di un paio d’anni, facendo lievitare il rapporto tra deficit e pil dall’attuale 3% al 6%. Insomma, il problema del debito privato si sommerà a quello del crescente debito pubblico . E l’Italia? In questo caso il debito privato è basso, ma da tempo in aumento, dato che gli italiani negli ultimi anni hanno fatto sempre più ricorso a mutui e prestiti. Inoltre, c’è rischio che anche il debito pubblico in prospettiva sia destinato a salire, non fosse per la diminuzione degli introiti fiscali, problema comune con gli inglesi. Dunque, in entrambi i casi la situazione peggiorerà. Tra i due, gli inglesi paiono però essere messi peggio perchè si troveranno a corto di risorse su entrambi i fronti con gli individui che faticheranno enormemente a contare sulle proprie forze.