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Pechino-Londra, una sfida impossibile?

Il dispiegamento di potenza sfoggiato da Pechino in occasione delle Olimpiadi non poteva giungere in un momento peggiore per Londra, che si avvia nel prossimo biennio a un periodo di quaresima. Il settore immobiliare sta cedendo, alcuni grandi progetti, come il grattacielo Cheesegrater da 225 metri che doveva sorgere nella City, sono stati accantonati. Londra, che è una delle capitali più dinamiche dell’Occidente, pare sembrare un ospizio rispetto alla scintillante capitale cinese. Ma non è detta l’ultima parola…

Che potrà fare infatti Londra in vista delle Olimpiadi del 2012 dopo che Pechino ha mostrato un ingranaggio perfetto unto da decine di migliaia di persone tra maestranze e organizzatori, per un investimento di oltre 40 miliardi di dollari? A Londra già infuriano le polemiche a causa di un investimento da 16 miliardi salito 4 volte oltre il budget. La crisi economica incombente impedisce di tassare ulteriormente gli inglesi e tantomeno i londinesi per sostenere il progetto. E poi c’è da scordarsi la replica da parte degli sciatti e pasticcioni londinesi del dispiegamento geometrico di forze mostrato da Pechino. Il sindaco Boris Johnson dovrà tirare fuori un coniglio dal cappello. Si è già parlato di un grande concerto rock che è la cosa che Londra sa fare ancora meglio al mondo, ma sarà difficile trovare un filo conduttore adeguato che eviti un evento da baraccone. Le olimpiadi londinesi prevedono la creazione di un treno-navetta che dalla stazione di St Pancras, punto di arrivo dell’Eurostar porterà in pochi minuti gli spettatori al villaggio Olimpico. Il quartiere di Stratford vicino al villaggio, è oggetto di rifacimenti radicali e la stazione omonima sulla Jubilee Line, a sua volta è a un passo dalla fermata del treno ad alta velocità, l’unica tra Folkestone e St Pancras. Ciò per favorire l’arrivo diretto di spettatori. Molte aree di Londra come i campi di Wimbledon o il tendone di Greenwich verranno a propria volta mobilitati per creare dei giochi "in rete" in varie parti della città. Gli inglesi, come gli italiani, rendono molto sotto pressione e hanno forte immaginazione. Su questo fronte non c’è da temere. Ma con l’aria che tira le risorse sono magre e Londra pare chiamata a un atto di eroismo come ai tempi dei bombardamenti tedeschi nella Seconda Guerra. Un compito arduo e allo stesso tempo di grande responsabilità dato che la capitale inglese dovrà interpretare tutto l’orgoglio e lo spirito d’iniziativa rimasto nel vecchio Occidente. Sarà l’ora del destino. Una sfida elettrizzante.