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Banchieri gaudenti e Governi incompetenti

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Il primo visibile effetto dell'operazione di salvataggio delle banche occidentali a spese dei contribuenti è stato quello di tornare ad arricchire smodatamente numerosi banchieri. Non tutti, si badi bene: alcune banche semi statalizzate inglesi si trovano in quaresima. Altre banche europee, ancora in cattive acque, hanno vestito il cilicio, adottando piani di remunerazione contenuti. Ma alcune potenti banche di Wall Street come Goldman Sachs sprizzano salute da tutti i pori. Quest'anno Goldman, secondo un'inchiesta di The Sunday Times, si preparerebbe infatti a distribuire tra salari e bonus 20 miliardi di dollari, pari a quasi 700mila dollari per ognuno dei 30mila dipendenti. Lloyd Blankfein, presidente della regina delle banche d'affari di Wall Street, ha detto di non trovarci nulla di strano: ha ripagato con gli interessi il prestito di 10 miliardi di dollari ricevuto dal Governo americano all'inizio della crisi e ora è tornata a macinare profitti in virtù della propria abilità.


Blankfein ha detto di rendersi conto che i banchieri in questo momento non sono per nulla popolari ma ha aggiunto che, come la finanza è stata all'origine di questa grave recessione, la finanza ci porterà fuori dalla recessione. Ha aggiunto che il lavoro di una banca è di fare soldi e che Goldman in virtù del proprio acume ha macinato più utili dei concorrenti. Ha poi messo in chiaro che i bonus dei propri banchieri sono vincolati in schemi di lungo termine. Nessuno, prima di alcuni anni, potrà incassare il danaro guadagnato oggi. Fin qui tutto razionale. Ma la domanda che molti si pongono è se il mondo della finanza possa tornare a muoversi entro gli schemi ante-crisi come nulla fosse accaduto. Soprattutto dopo le furibonde polemiche degli ultimi mesi, che hanno visto perfino persone come Lord Turner, presidente della FSA, l'ente regolamentare dei mercati britannici ed ex banchiere egli stesso, dichiarare che < gran parte delle attività della City sono socialmente inutili >. George Osborne, ministro del Tesoro ombra dei conservatori, ha già messo in chiaro che con la City e la sua cultura degli eccessi userà il pugno di ferro e il premier Gordon Brown al G20 di questo week-end a St Andrews in Scozia ha avanzato la proposta di introdurre una Tobin Tax sulle transazioni finanziarie della City. La risposta che ha ottenuto dal Governo americano, canadese e dal direttore del FMI è stata fredda. Ma è un fatto che Brown come pure il cancelliere dello Scacchiere Alastair Darling stanno radicalizzandosi a sinistra ventilando nuove tasse e crescenti regolamenti per arginare un risentimento sordo dell'opinione pubblica che ormai vede i banchieri come nell'illustrazione che abbiamo utilizzato. Il fatto è che i Governi sono doppiamente furibondi perchè dai banchieri si sentono raggirati. Li hanno seguiti ciecamente per vent'anni deregolamentando i mercati fino a cadere nel baratro. Hanno fatto pagare ai contribuenti un conto salatissimo per salvare le banche promettendo una lunga quaresima per gli istituti finanziari e ora si trovano nell'imbarazzante situazione di vedere molti banchieri fare soldi a palate in un momento in cui una crescente legione di persone sta perdendo il lavoro e finendo per strada. L'argomento è spinosissimo. Anche perchè dimostra l'incompetenza di chi ha voluto microgestire (specialmente gli inglesi) l'uscita dalla crisi con misure dirigiste nei confronti delle banche. Queste, peraltro, seguono sempre lo stesso schema per fare soldi, dato che l'alternativa li porterebbe a perderli, creando ulteriori danni a economie che si trovano in pessime condizioni. Con i loro strilli e i risultati deludenti finora raggiunti, i Governi danno insomma l'impressione di essere impotenti e sotto ricatto. I media di sinistra tornano ad attaccare i banchieri dicendo che hanno troppo potere e stanno tornando a essere signori dell'Universo. Altri, più ragionevolmente, invocano una regolamentazione finanziaria più intelligente. Si può infatti tenere benissimo in vita il sistema di incentivi che spinge una persona a fare il banchiere d'affari vivendo sugli aeroplani e dormendo poche ore al giorno in cambio di molto danaro senza che la retribuzione diventi smodata. Nell'atmosfera di profonda crisi in cui ci troviamo la smodatezza non è consentita. C'è infatti il rischio dell'insorgere di forti tensioni sociali. L'Europa le ha vissute durante gli anni '70 fino all'inizio degli anni '80 e credo che nessuno voglia tornare a quei tempi. I banchieri per primi.