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TORNANO A FIORIRE LE ACQUISIZIONI

L'assalto del colosso americano Kraft alla Cadbury, regina del cioccolato inglese, ha suonato alle orecchie di molti come un segnale di carica che segnerebbe la fine della crisi e la ripresa dell'economia finanziaria, con ricche prospettive per banche d'affari, che ancora qualche mese fa venivano date per spacciate.

La ricca offerta da 17 miliardi di dollari, con prospettive di revisione al rialzo, a ben guardare non è peraltro un fatto sporadico. Da qualche mese abbiamo assistito a un'ondata di acquisizioni nel settore farmaceutico, in quello minerario e delle materie prime  con la fusione tra Xstrata e Anglo-American oltre alla battaglia di Chinalco attorno a Rio Tinto e ora la creazione tra quest'ultima e Bhp  Billiton di una maxi joint venture da 58 miliardi di dollari. Il boom si è trasferito recentemente perfino nel mondo delle telecomunicazioni con la creazione di un nuovo colosso dei telefonini in Gran Bretagna attraverso la fusione delle attività di Orange e T-Mobile rispettivamente facenti capo a France Telecom e Deutsche Telekom. Siamo di fronte all'avvio di un nuovo boom? Come è possibile? Non ci trovavamo di fronte a un'economia finanziaria ridotta a pezzi?  La verità sta in mezzo. E' vero da un lato che le banche continuano a tenere tirati i cordoni del portafogli e dunque è difficile immaginare un grande boom dato che manca il carburante dei prestiti bancari per alimentare le operazioni. Ma è altrettanto vero che in un periodo di recessione come quello in cui ci troviamo si creano ottime occasioni d'acquisto che le imprese non vogliono farsi scappare. Secondo gli esperti è probabile che ci troveremo peraltro presto di fronte a un'ondata di consolidamento nel settore bancario a mano a mano che le banche più sane compreranno a prezzi convenienti quelle che hanno sofferto dalla crisi. Ma il percorso sarà graduale ed è difficile pensare che ci troveremo presto in mezzo a una frenesia d'acquisizioni. Il difficile ricorso al credito incoraggerà di più le operazioni con offerte di scambi azionari rispetto ai contanti e, in ogni caso, nella fase di realizzazione, le parti interessate andranno avanti con i piedi di piombo. Il fatto che una serie di sane operazioni stia vedendo la luce implica però che la fiducia sta tornando sui mercati e che le imprese sono decise a tornare a fare il loro mestiere investendo e, là dove lo reputano necessario, facendo delle acquisizioni.