15 gennaio 2009 - 21:00
Questo commento sostituisce quello scritto lo scorso 17 novembre, quando una sterlina a 86,6 pence per euro pareva avere raggiunto un minimo impensabile. Avevamo allora ipotizzato che la forte contrazione della crescita britannica prevista per quest'anno tra l'1,5% e il 2% e il calo dei tassi previsto a livelli inferiori all'1% avrebbero inflitto ulteriori cedimenti alla divisa britannica. Da allora questa è scesa ulteriormente, fino a toccare il 29 dicembre il minimo storico di 97,8 pence, per poi assestarsi in questa prima metà di gennaio attorno a 90 pence. Forse il taglio dei tassi dell'eurozona di un punto al 2% il 15 gennaio e quello più timido della Banca d'Inghilterra dal 2% all'1,5% la settimana prima è servito a frenare la caduta del pound. E' possibile che il recente rimbalzo si stabilizzi? E' presto per dire, ma è un fatto che il ruolo di "apripista del peggio" che l'economia britannica ha esercitato in questi mesi nei confronti dell'Eurozona si va stemperando.
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