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L’insostenibile debito dei giovani inglesi

Non è un mistero che i giovani di oggi stiano molto peggio dei loro genitori quando avevano la stessa età. Quel che è avvilente è che i giovani Millennials stanno a loro volta peggio di chi aveva 30 anni 10 anni fa. La china pare destinata a diventare sempre più ripida, particolarmente nel Regno Unito, a giudicare dal crescente aumento dei debiti delle giovani generazioni, a partire da quello contratto per gli studi universitari, la cui abolizione è stato un tema di successo cavalcato dai laburisti alle scorse elezioni. Non è un caso che il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, stia studiando una serie di sgravi fiscali per i giovani, tra cui uno sostanziale sull’acquisto della prima casa per tirare fuori dalle secche quella che passa ormai con il nome di generation rent, ossia la generazione-affitto..

Come gli Usa, il Regno Unito ha una popolazione fortemente indebitata sul piano privato. E all’interno del debito, fortemente indebitata per finanziarsi i consumi. La situazione, secondo uno studio di PwC, è destinata a peggiorare, al punto che il credito al consumo potrebbe passare la barriera dei 340 miliardi di sterline entro la fine del decennio. Il che equivarrebbe a una media di 12.500 sterline di crediti non garantiti (carte di credito, crediti universitari, prestiti personali) per nucleo famigliare. La barriera dei 300 miliardi di crediti non garantiti è già stata superata del 30% rispetto ai livelli pre-crisi. Lo scorso anno si è registrata l’accelerazione più acuta. I giovani, in particolare, sono quelli che stanno peggio, con una media di 11.500 sterline di debiti (crediti non garantiti) a testa (fascia 18-24 anni di età) rispetto agli anziani (55 anni e oltre) che hanno soltanto 2100 sterline. Insomma, i giovani inglesi sono condannati a lavorare, dato che si affacciano alla vita adulta già pesantemente zavorrati. Dato che le case sono ormai irraggiungibili a causa di valutazioni iperboliche e i redditi reali sono scesi rispetto ai livelli pre-crisi, i giovani si trovano sempre più a dover contrarre debiti per comprare beni di consumo come le automobili nel migliore dei casi, se non addirittura per comprare beni essenziali. L’allarme di PwC non giunge nuovo alle autorità finanziarie britanniche che monitorano da vicino la situazione. Chris Bailey, capo della FCA, l’organo di vigilanza dei mercati finanziari ha ammesso alla radio recentemente che la situazione debitoria dei giovani nella fascia tra i 25 e i 34 anni di età è seguita con particolare attenzione. “E’ un fatto che vi è una crescente accumulazione di debiti tra i giovani – ha detto Bailey – Non dobbiamo però pensare che si tratta di indebitamento irresponsabile. Sono debiti orientati a coprire costi essenziali i molti casi “. Un’affermazione pesante, che fa capire quanto la situazione sia critica..