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Democrazia e meschini controlli

Westminster
Da circa un mese imperversa sui media inglesi lo scandalo dei conti spese dei parlamentari e dei membri del Governo. In vista di un atteso rendiconto in luglio le fughe di notizie sono ormai infinite, il martellamento è continuo, e ha avuto un'accelerazione da quando il quotidiano The Daily Telegraph ha messo le mani su una dettagliata lista di conti spese. Con spietata meticolosità i giornalisti ogni giorno elencano nuove voci, che sia lo smalto da donna per le unghie messo in conto distrattamente da un sottosegretario di Governo al conto delle pulizie della casa privata di Gordon Brown pagato stranamente al fratello Andrew passando dalle ristrutturazioni di case, che beneficiano di un sistema di generosi rimborsi, dato che spesso i parlamentari devono prendere a Londra una residenza lontana da quella del proprio collegio elettorale. Nulla di quanto è emerso finora è illegale. Quanto espongono i media è il comportamento meschino dei politici inglesi che approfittano della situazione quanto più possbibile a spese del contribuente. In tempi di recessione e' ovvio che l'indignazione dell'opinione pubblica sia più alta di quanto sarebbe stata in tempi di boom.

L'indignazione e' andate crescendo nelle ultime ore dopo che il Telegraph ha iniziato a passare in rassegna anche i conti dei conservatori da cui emerge un nuovo tipo di meschinita' legate a persone ricche di famiglia che hanno usato il danaro pubblico per riparare la falciatrice del giardino per ammobiliare la seconda casa o riparare l'impianto di irrigazione del proprio prato. Vista con il metro nostrano, un'esposizione mediatica del genere in Italia verrebbe considerata dopo poco tempo morbosa e in fin dei conti anche noiosa. Per gli inglesi, che sono attaccati al soldo e per cui la Democrazia è innanzitutto una questione di controllo della destinazione dei fondi pubblici, una campagna stampa del genere è invece da considerarsi assolutamente normale. No taxation without representation recita un famoso detto. Dove entrano in ballo i soldi pubblici, il diritto al voto e la possibilità di controllo è di importanza fondamentale. L'intrusione nei conti dei parlamentari con le loro umane meschinità diventa dunque una sana medicina. Morbosa, noiosa, meschina ma necessaria quanto i controlli dell'amministratore di condominio per il buon funzionamento della proprieta' comune. A forza di fare i signori col danaro pubblico, i contribuenti italiani hanno infatti perso il senso dell'urgenza morale di queste cose e si sono ripiegati in un profondo cinismo misto a un generico e indiscriminato rancore.  Guardando alle poche centinaia o, al massimo, migliaia di sterline di abusi dei parlamentari inglesi viene da ridere pensando agli scandali di casa nostra. Ma è il principio che conta. E per questo i media inglesi sanno che gli scandali vanno denunciati sul nascere, fin da piccoli, per evitare che degenerino e che alla lunga passino poi inosservati nel disinteresse generale. La forza dei media anglosassoni sta nel passare i conti uno a uno in dettaglio ed esporli al pubblico. Che reagisce con rabbia e crea gli anticorpi contro gli abusi prossimi e venturi. Peraltro l'esercizio e' riuscito e ha sortito i propri effetti: tutti i capi di partito, a partire dal Primo ministro Gordon Brown, si sono sprofondati in scuse dopo un periodo di timide e goffe difese. Ora hanno promesso di cambiare il sistema. Nella sua ossessiva maniacalita la stampa britannica ha fatto centro assolvendo al proprio ruolo di custode del pubblico interesse.