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Il fisco di Brown fa scappare le imprese

In principio è stata Yahoo ad annunciare il trasferimento del quartiere generale da Londra a Rolle, presso Ginevra, in Svizzera. Poi il gruppo farmaceutico Shire ha annunciato che se ne andava in Irlanda. E ora colossi come AstraZeneca e Wpp minacciano di fare altrettanto a causa della politica fiscale del Governo Brown. Il quale inizia e preoccuparsi seriamente di un effetto domino tra le imprese inglesi.

Non è un caso che il cancelliere Alastair Darling abbia deciso di avviare in fretta e furia uno studio sulla competitività del sistema fiscale britannico. Al tavolo sono invitate le grandi multinazionali interessate e il direttore generale della Cbi, la confindustria inglese, Richard Lambert. Al centro delle discussioni l’eccessivo giro di vite del Governo inglese, che sta cercando di massimizzare i pagamenti al fisco da parte delle multinazionali britanniche che cercano di eludere le imposte deviando parte degli utili in Paesi con sistemi impositivi più competitivi. In principio la mossa del Governo è comprensibile ma questo giro di vite, unito a quello sui redditi dei residenti stranieri e alle tasse sui capital gains in un momento di rallentamento dell’economia inglese è un segnale sbagliato. Da quando è arrivato al potere Brown che ha peraltro abolito l’aliquota del 10% sui redditi più bassi creando una mezza rivolta nel partito di Governo questa volta da parte di chi difende i meno abbianti non sembra avere fatto una mossa giusta. Se non avesse fatto nulla, a parte il salvataggio di Northern Rock da cui non poteva esimersi, sarebbe stato molto meglio.